Ferdinando Pinto si candida a sindaco di Sorrento: «La città non è corruzione e clientele»
POLITICA
3 marzo 2026
POLITICA

Ferdinando Pinto si candida a sindaco di Sorrento: «La città non è corruzione e clientele»

L'intesa sottoscritta il 28 febbraio tra gli alleati dell'avvocato che fu già sindaco tra il 1995 e il 2000
Marco Cirillo

Una firma per segnare un punto di ripartenza. Non solo una candidatura, ma la dichiarazione di un cambio di fase dopo mesi che hanno scosso le fondamenta della vita pubblica cittadina. All’Hotel Vesuvio, il 28 febbraio, ha preso corpo il ritorno sulla scena di Ferdinando Pinto, già sindaco dal 1995 al 2000, ora candidato alle comunali della primavera 2026.

 

L’alleanza
L’intesa è stata sottoscritta da Salvatore Acampora, Luciana Cafiero, Luigi Di Prisco (ex presidente del consiglio comunale), Antonino Fiorentino, Eduardo Fiorentino (ex assessore), Mario Gargiulo (ex consigliere di minoranza), Francesca Iaccarino, Stefano Marzuillo, Gaetano Milano (ammisitratore delegato della Fondazione Sorrento) ed Elisabetta Ricca. Un fronte eterogeneo che punta a costruire una coalizione ampia, in una fase che richiede compattezza e credibilità.

 

Il documento
Nel documento programmatico, Pinto afferma: «Difendiamo Sorrento. La nostra città non lo merita. Siamo una comunità operosa fatta di persone pulite, di lavoratori onesti e di famiglie generose. Questa è la vera Sorrento non quella degli affari sottobanco, della corruzione e delle clientele». E ancora: «Mi candido a sindaco e faccio un appello alle donne e agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi, con cui ho per tanti anni vissuto, alle persone perbene, integre e corrette: risolleviamo la città, insieme ed uniti».

 

Rivendica esperienza e rigore: «Sono pronto a mettere a disposizione la mia storia personale, il mio rigore morale e la mia competenza professionale per tenere unito quello che oggi è diviso». E chiarisce il senso della scelta: «La mia scelta è frutto di un lungo e paziente percorso con l’obiettivo di creare una coalizione, la più ampia possibile, considerata la gravità dei problemi di Sorrento. Il dibattito che si aprirà è l’essenza della democrazia di cui la libera stampa rappresenta uno snodo fondamentale».

 

Gli impegni per la città
Nel patto trovano spazio impegni puntuali: difesa inflessibile dei diritti dei residenti e sviluppo economico in un territorio solidale; coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte strategiche e assunzione piena di responsabilità da parte di chi governa; assoluta rettitudine nelle decisioni future, efficienza e trasparenza della macchina amministrativa comunale; gare pubbliche rispettose delle leggi e delle regole; riapertura e completamento in tempi brevi di tutti i progetti e i cantieri ancora fermi.

 

La tornata elettorale arriva dopo il commissariamento seguito alle dimissioni di 11 consiglieri su 16, nel giugno 2025, a poche settimane dall’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola, accusato di aver percepito una tangente. A luglio l’inchiesta sul presunto «Sistema Sorrento» ha coinvolto anche dipendenti comunali e imprenditori. In questi mesi il commissario Rosalba Scialla ha avviato un percorso di riordino amministrativo, indicando criticità e correttivi operativi. Con i processi in avvio, lo scenario resta aperto e Pinto è il primo a sciogliere le riserve.