Il caso Domenico e la risposta del cuore: non calano le donazioni in Campania
TRAPIANTO AL MONALDI
13 marzo 2026
TRAPIANTO AL MONALDI

Il caso Domenico e la risposta del cuore: non calano le donazioni in Campania

La madre del piccolo commenta i dati: «Temevamo che lo shock fermasse i donatori, invece i cittadini hanno scelto la solidarietà. È il modo migliore per onorare mio figlio»
Andrea Ripa

C’era il rischio concreto che il “caso Domenico“, il bambino deceduto al Monaldi dopo il trapianto di cuore, scatenasse un’ondata di sfiducia collettiva nel sistema trapiantologico campano. Invece, i dati dicono l’esatto contrario: a ridosso della tragedia, le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi sono aumentate. Un paradosso positivo che Patrizia Mercolino, madre del piccolo, accoglie oggi con una forza d’animo che spiazza. «È una notizia che mi riempie di gioia», ha dichiarato. «Ho sempre creduto nella donazione, fino all’ultimo istante ho sperato che arrivasse un cuore nuovo per mio figlio. Il rischio che questa tragedia avesse un effetto negativo era reale, lo abbiamo temuto, ma i cittadini hanno risposto con la vita».

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All’indomani della tempesta mediatica e giudiziaria che ha travolto l’ospedale Monaldi di Napoli in seguito al drammatico decesso del piccolo…

La fiducia nel sistema nonostante il dolore
Le parole di Patrizia Mercolino segnano un confine netto tra le responsabilità individuali, su cui la Procura sta facendo luce, e la validità del sistema sanitario nel suo complesso. «Bisogna continuare ad avere fiducia nella buona sanità e nell’impegno quotidiano dei medici», ha ribadito la donna, lanciando un appello affinché il trend positivo delle donazioni si consolidi. Per chi ha vissuto anni in attesa di una telefonata che potesse cambiare il destino di un figlio, sapere che altre famiglie oggi possono sperare grazie a questo incremento è l’unico conforto possibile.

 

Il 18 marzo nasce la “Fondazione Domenico”
La battaglia della famiglia Mercolino non si esaurisce nelle aule di tribunale. Il prossimo 18 marzo verrà presentata ufficialmente la Fondazione intitolata a Domenico. L’obiettivo dell’ente sarà duplice: sostenere i pazienti e le famiglie che affrontano il calvario del trapianto e, soprattutto, promuovere capillarmente la cultura del dono e della solidarietà. «Spero che questo trend si rafforzi», ha concluso Patrizia Mercolino, «anche per onorare la memoria del mio piccolo guerriero». La Fondazione punta a diventare un punto di riferimento per chi soffre, trasformando una storia di presunta malasanità e dolore profondo in un motore di informazione e sensibilizzazione, affinché l’attesa per un organo non sia più un’agonia senza fine.

 

Il contesto: il Monaldi prova a ripartire
La dichiarazione della madre di Domenico arriva in un momento cruciale per l’ospedale Monaldi. Mentre l’Associazione Cardiotrapiantati Italiani (Acti) ha confermato poche ore fa la piena fiducia nella nuova governance del centro trapianti, guidata dal dottor Marra, il dato sulle donazioni in aumento conferma che il legame tra la cittadinanza e la cultura della donazione è più forte della cronaca nera. La risposta civile della Campania sembra voler proteggere un’eccellenza che, nonostante le ombre dell’inchiesta, resta l’unica speranza per centinaia di pazienti in lista d’attesa.