ESCLUSIVA M+ | Scandalo della «Saletta», le perizie sul pc e il telefono della professoressa
LO SCANDALO ALLA SALVATI
22 marzo 2026
LO SCANDALO ALLA SALVATI

ESCLUSIVA M+ | Scandalo della «Saletta», le perizie sul pc e il telefono della professoressa

Alla sbarra l’insegnante 37 enne e i genitori che la picchiarono Il professionista relazionerà sulle prove trovate nei dispositivi
Michele De Feo

La trama dello scandalo della «Saletta» riprende forma in tribunale. Entra nel vivo il processo che vede alla sbarra un insegnante di sostegno accusata di abusi sessuali e 11 genitori che la pestarono all’esterno della scuola. In fase di indagine, il perito nominato dalla Procura di Torre Annunziata ha analizzato ogni file, chat, messaggio e telefonata presenti sul telefono e sul pc dell’ex insegnante di sostegno della scuola Salvati, nel rione Scanzano di Castellammare di Stabia.

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La docente, 38 anni, è accusata di abusi sessuali e alla prossima udienza l’esperto sarà il primo testimone ascoltato in tribunale nel processo che la vede alla sbarra insieme agli undici genitori che la picchiarono per vendicare gli orrori che avrebbero subito i loro figli. L’audizione del perito, prevista per i primi di Aprile,  aprirà ufficialmente il  procedimento penale, destinato a ricostruire uno degli scandali più oscuri che si sono verificati all’interno di un istituto scolastico negli ultimi anni. L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Bianca Maria Colangelo, ha depositato una corposa lista testi, costringendo i giudici a stilare un fitto calendario di cinque udienze fino a luglio durante la quale saranno ascoltati tre testimoni per volta.+

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Su richiesta della procura, il collegio giudicante ha anche sospeso i termini di custodia cautelare per l’ex docente, attualmente agli arresti domiciliari, mentre gli altri undici imputati sono a piede libero. Tra i testimoni dell’accusa figurano i carabinieri che hanno svolto le indagini, la preside, la vice preside e alcuni insegnanti dell’istituto. Considerando anche i testimoni citati dai legali delle persone offese, gli avvocati Antonio de Martino e Raffaele Pucci, in totale saranno quaranta le persone ascoltate in aula. Si sono costituiti al procedimento parte civile il Ministero dell’Istruzione, il padre e l’ex docente vittime  del raid punitivo, le vittime dei presunti abusi e i loro genitori. La professoressa, originaria di Meta, è accusata di violenza sessuale aggravata e induzione al compimento di atti sessuali su sette studenti, che durante l’incidente probatorio hanno confermato i loro racconti.

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Le perizie ordinate dal tribunale hanno confermato la veridicità delle dichiarazioni dei minori. Oltre alle testimonianze, l’accusa si basa su perizie informatiche che hanno evidenziato l’esistenza di  file audio e chat a contenuto sessuale (sulle quali il perito relazionerà in aula), oltre ai racconti dei genitori e di alcuni colleghi. L’inchiesta è partita nel novembre 2024, quando diversi genitori hanno denunciato ai carabinieri di Castellammare gli abusi subiti dai figli.

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La docente, il 14 novembre, fu picchiata da un gruppo di genitori, episodi per i quali gli undici imputati rispondono di minacce e lesioni. La spedizione punitiva, avvenuta sia dentro che fuori la scuola, coinvolse anche il padre della docente e attirò l’attenzione delle autorità sulle denunce dei genitori. Secondo l’accusa, la professoressa prelevava gli studenti durante le lezioni con la scusa di svolgere attività didattiche aggiuntive, non previste ufficialmente, e li conduceva nella “Saletta”, dove si iniziava a parlare di sesso La docente avrebbe istruito i ragazzi su baci, contatti fisici e atti sessuali, con richieste cui alcune vittime si sarebbero opposte, suscitando scenate di gelosia e scherni. Tra gli episodi contestati c’è anche un rapporto orale consumato con uno degli alunni, circostanza sempre negata dalla docente che continuerà a difendersi anche in tribunale.