Legge di bilancio, imprese e incentivi: a Napoli si apre il confronto sulle nuove misure
Più vicinanza ai territori e alle filiere produttive, ma anche dubbi sui tempi e sull’efficacia degli strumenti. È questo il quadro emerso durante il seminario sulla nuova legge di bilancio promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, che ha riunito istituzioni, professionisti e rappresentanti del mondo produttivo.
A sollevare le principali perplessità è stato Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività produttive della Regione Campania. “C’è il rischio che esigenze di finanza pubblica portino a distribuire nel tempo risorse che, con i meccanismi precedenti, erano immediatamente disponibili. È necessario trovare un equilibrio tra queste due esigenze, perché le imprese oggi affrontano molte difficoltà e hanno bisogno soprattutto di certezze” ha dichiarato Bonavitacola. Nel mirino anche alcuni strumenti tradizionali come l’iperammortamento, ritenuti meno efficaci rispetto ad altri canali di sostegno. Tra questi, l’assessore ha indicato i fondi strutturali e i contratti di sviluppo, già utilizzati con risultati concreti sul territorio campano. Prosegue poi Bonavitacola: “Intendo accogliere la proposta dei commercialisti e promuoverò l’istituzione di un tavolo tecnico che consenta di chiarire i dubbi applicativi della norma e di migliorare le procedure”
Disponibilità immediata è arrivata dal presidente dell’Odcec Napoli, Matteo De Lise, che ha sottolineato l’importanza del confronto. Tra le priorità, la possibilità di affiancare risorse aggiuntive a quelle già previste, sul modello della Sicilia, per rafforzare la competitività delle imprese. Resta però il nodo dell’incertezza sugli incentivi: al momento della domanda, infatti, non è ancora definita con precisione la quota di credito effettivamente utilizzabile.
Ampio spazio anche al tema delle ZES (Zone economiche speciali). “Nella ‘Finanziaria’ sono presenti elementi rilevanti per la pianificazione degli investimenti, in particolare per quanto riguarda le Zes. Tra questi, assume un ruolo centrale l’estensione dei tempi, con la scadenza fissata al 2028, che consente una programmazione più adeguata e strutturata. Inoltre, per la prima volta viene riconosciuta una sostanziale equiparazione tra l’autorizzazione unica triennale e il credito d’imposta, una novità destinata a produrre effetti positivi, semplificando i processi e rafforzando l’efficacia degli strumenti a sostegno delle imprese” ha dichiarato Giosy Romano, coordinatore Struttura di missione Zes. Sulla stessa linea Costanzo Jannotti Pecci, presidente dell’Unione Industriali di Napoli, che ha evidenziato come la durata limitata degli incentivi resti un problema per le imprese. Senza stabilità, ha osservato, diventa difficile programmare investimenti e piani industriali nel medio-lungo periodo.
Intanto si avvicina un appuntamento atteso dal tessuto produttivo: come ricordato da Marilena Nasti, consigliere dell’Odcec di Napoli, a breve si aprirà la prima finestra per le domande ZES, con un nuovo sistema di crediti d’imposta che rappresenta uno strumento centrale per sostenere gli investimenti. Una fase delicata, che richiederà accompagnamento e chiarimenti operativi per evitare incertezze.
Dubbi condivisi anche da Liliana Speranza, consigliere ordine partenopeo: “La proroga della Zes per ulteriori tre anni si accompagna anche una riduzione delle risorse disponibili. Analogamente, l’iperammortamento presenta alcune criticità, soprattutto in relazione ai nuovi modelli applicativi, che necessitano di chiarimenti. L’obiettivo è quello di prevenire possibili contenziosi con l’Agenzia delle Entrate e di evitare che imprese e professionisti possano trovarsi in situazioni di incertezza o difficoltà”.
Ai lavori hanno partecipato anche Concetta Riccio, presidente commissione Agevolazioni finanziarie e Pnrr Odcec Napoli, e Maria Cristina Gagliardi, presidente Commissione Zes Rapporti con investitori esteri e interlocutori istituzionali Odcec Napoli. Nel corso del seminario sono intervenuti infine anche Angela Fragnelli, vicepresidente della commissione Agevolazioni finanziarie e Pnrr, che ha parlato delle nuove regole contenute nella legge di Bilancio 2026 sull’iperammortamento, Nunzio Strazzullo, commissione Finanza Agevolata Cndcec, che si è soffermato sui modelli di domanda per il residuo credito e le criticità operative della Zes Unica 2025, e Patrizio Carbone, dottore commercialista, che ha illustrato le novità della Zes Unica.
Dal confronto emerge dunque un’esigenza comune: rendere gli strumenti più chiari, stabili ed efficaci. Un passaggio ritenuto fondamentale per sostenere davvero le imprese e rafforzare la capacità di investimento del territorio.

