Napoli, la spirale di sangue dei “figli d’arte”: arrestati due minori per il raid alla Sanità
Napoli torna a fare i conti con lo spettro della criminalità minorile e con una “eredità di sangue” che non sembra dare tregua ai vicoli del centro storico. Ieri, la Polizia di Stato ha eseguito il fermo di due giovanissimi, di 15 e 17 anni, accusati di essere gli autori della sparatoria che lo scorso 18 gennaio ha insanguinato il Rione Sanità.
Un episodio che gli inquirenti definiscono come un classico regolamento di conti tra bande emergenti, ma che assume un contorno ancora più inquietante per via dei legami familiari di uno degli arrestati. Il quindicenne coinvolto è infatti il fratello del giovane condannato nel marzo 2024 per l’omicidio di Giovanbattista “Giogiò” Cutolo, il musicista di 24 anni freddato in piazza Municipio nell’agosto del 2023.
Una circostanza che mette i brividi e che conferma come certi modelli criminali si trasmettano con una velocità spaventosa all’interno degli stessi nuclei familiari, quasi fosse un destino inevitabile.
La dinamica del raid, ricostruita minuziosamente dagli uomini della III Sezione della Squadra Mobile di Napoli, descrive un’azione di una violenza spropositata. Le vittime, due ragazzi di 19 e 20 anni, stavano attraversando largo Totò in sella a uno scooter quando sono finiti sotto il fuoco incrociato.
Secondo quanto emerso dalle telecamere di videosorveglianza della zona, il gruppo di cui facevano parte gli aggressori avrebbe inizialmente cercato di nascondersi all’arrivo del motorino, per poi uscire allo scoperto e fare fuoco. Almeno undici i bossoli ritrovati a terra.
Un volume di fuoco impressionante, esploso in una zona che, nonostante l’ora notturna, era ancora frequentata da diversi passanti. Solo il caso ha evitato che venissero colpite persone estranee ai fatti, trasformando un raid punitivo in una strage indiscriminata.
Il lavoro degli investigatori, basato sull’incrocio tra i frame dei video e le testimonianze raccolte sul territorio, ha permesso di mappare il percorso dello scooter e di identificare i due minorenni che avrebbero premuto il grilletto.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso un forte apprezzamento per l’operazione condotta dalla Procura presso il Tribunale per i minorenni e dalla Questura di Napoli. “L’impegno costante e la professionalità degli uomini delle forze dell’ordine hanno consentito di dare una risposta rapida ed efficace alla richiesta di sicurezza dei cittadini”, ha dichiarato il Prefetto, sottolineando come questo risultato serva a riaffermare la presenza dello Stato in territori difficili. Tuttavia, resta aperta la ferita sociale.
La notizia del coinvolgimento del fratello del killer di Cutolo riapre il dibattito sulla capacità di recupero di questi ragazzi e sull’efficacia delle misure di prevenzione nel cuore di Napoli. Mentre le istituzioni celebrano il successo investigativo, la città si interroga su come fermare questa emorragia di violenza che vede protagonisti ragazzi sempre più giovani, armati e pronti a tutto per il controllo di pochi metri di strada.
Il Prefetto ha concluso invitando la cittadinanza a mantenere alto il senso civico e la fiducia nel lavoro delle forze di polizia, le uniche sentinelle in una realtà dove la linea tra gioco e crimine si fa ogni giorno più sottile.

