Tumore all’ovaio: 15 diagnosi al giorno in Italia
PREVENZIONE E CURA
8 aprile 2026
PREVENZIONE E CURA

Tumore all’ovaio: 15 diagnosi al giorno in Italia

In Italia la lotta contro il tumore all’ovaio segna un nuovo passo avanti. Nonostante resti una delle neoplasie ginecologiche più aggressive, la ricerca scientifica sta aprendo scenari di cura che un tempo erano impensabili.
Carmen Caldarelli

Per rompere il muro del silenzio e sensibilizzare istituzioni e cittadini, nasce la campagna nazionale “Insieme di Insiemi”. Un’iniziativa che è molto di più di un semplice slogan, ma una coalizione concreta che vede schierati gruppi di ricerca come MITO (Multicenter Italian Trials in Ovarian cancer)  e MANGO (Mario Negri Gynecologic Oncology).

 

Al loro fianco ci sono le associazioni per i pazienti Acto Italia, Loto, aBRCAcadabra, ALTo e Mai più sole.

 

Alle pazienti viene dato anche supporto tecnico con cliniche ed esperti del settore con il contributo non condizionante di Abbive e Pharma.

 

Perché è difficile arrivare in tempo?

Il problema principale del carcinoma ovarico è la sua natura “silenziosa”, come sottolineato dal Dott. Sandro Pignata, direttore oncologia medica dell’Istituto Tumori di Napoli e fondatore del Gruppo MITO.

 

«La diagnosi precoce – come ci spiega il dott. Pignata – è ostacolata da due fattori critici, sintomi aspecifici attribuibili a numerose patologie, come gonfiore o dolore pelvico, e dall’assenza di screening dedicati che consentono una diagnosi precoce».

 

Prevenzione e fattori di rischio

« È fondamentale comunicare che la prevenzione primaria, basata su corretti stili di vita, può davvero cambiare le carte in tavola » spiega il dott. Pignata.

 

Ma se per la popolazione generale la prevenzione passa dallo stile di vita, per alcune donne la genetica gioca un ruolo chiave. Infatti, le donne con alterazione dei geni BRCA1 e BRCA2 possono oggi accedere a strategie preventive mirate.

 

Altri fattori che aumentano le probabilità dello sviluppo del carcinoma sono l’infertilità, l’assenza di gravidanze o una prima gravidanza dopo i 35 anni di età.

 

Molto importante è anche l’indagine sulla storia familiare, un passaggio obbligatorio per identificare tempestivamente i soggetti a rischio.

 

Cure eque e tempestive

La campagna “Insieme di Insiemi” punta a garantire che ogni paziente, indipendentemente dalla regione di residenza, possa accedere ai trattamenti innovativi e a percorsi di cura strutturati.

 

I progressi della ricerca stanno trasformando una prognosi un tempo infausta in una sfida che si può affrontare con strumenti sempre più affilati e personalizzati.

 

L’informazione corretta è il primo passo della cura. Non sottovalutare i segnali del tuo corpo e consulta sempre il tuo ginecologo.