L’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali (Anicav) conferma che l’Italia si posiziona ancora come il primo Paese esportatore di conserve di pomodoro al mondo. Tuttavia, questo primato storico mostra oggi, per la prima volta dopo un decennio, crepe preoccupanti. Nonostante la leadership globale, il 2025 ha fatto registrare una battuta d’arresto significativa.
“Nel 2025 le esportazioni di tutti i derivati del pomodoro hanno registrato un calo sia in volume sia in valore. Una diminuzione del 2% e di circa l’8% rispetto al 2024. Parliamo di oltre 2,2 milioni di tonnellate di conserve per un valore totale di 2,8 miliardi di euro. La maggior parte, oltre il 64%, è rappresentata da pelati, polpa e pomodorini, prodotti ad alto valore aggiunto che sono stati certamente i più colpiti dai dazi americani”. Questo è il bilancio diffuso da Anicav in occasione della terza edizione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
I mercati
Il comparto più colpito è proprio quello di punta: pelati, polpa e pomodorini. Questi prodotti, che rappresentano il 64% dell’export, sono quelli definiti a “maggior valore aggiunto”, ma hanno subito maggiormente la pressione protezionistica.
“Per quanto riguarda le destinazioni il territorio europeo resta il nostro principale riferimento, rappresentando oltre il 60% del valore delle esportazioni”, si legge in una nota dell’associazione. Gli Stati Uniti si confermano il primo sbocco extra-europeo (con una quota del 7,5%), nonostante i dazi abbiano causato un crollo del 7,1% in valore sui prodotti premium. Al secondo posto tra i mercati extra-UE è il Giappone.
Le cause
Marco Serafini, presidente di Anicav, analizza così il momento critico: “Dopo oltre 10 anni per la prima volta registriamo una decrescita delle esportazioni sia in valore che in volume. Le motivazioni sono da ricercare nella situazione geopolitica internazionale.”
Aggiunge “Inoltre cresce la concorrenza sleale di realtà che non possono garantire i nostri standard di qualità, sicurezza e sostenibilità.”
L’allarme
Anche il direttore generale di Anicav, Giovanni De Angelis, avverte che il settore è minacciato da competitor internazionali pronti a puntare sul prezzo. La crescente differenza di costo tra il prodotto italiano e quello estero rischia di far crollare quote di mercato decennali. Secondo De Angelis, diventa indispensabile una maggiore coesione della filiera per preservare la competitività. Specialmente ora, in vista di una stagione produttiva ma incerta per i costi energetici.

