L’omelia del Vescovo: “Il sacrificio delle vittime non sia vano”
Un’omelia in un’atmosfera di profondo raccoglimento e spiritualità, lo sguardo rivolto verso l’orizzonte del golfo e il cuore alle ferite mai rimarginate della comunità. Monsignor Francesco Alfano ha presieduto la celebrazione eucaristica in memoria delle vittime della funivia del Faito. Dalla vetta del Monte Faito, il Vescovo dell’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia ha lanciato un messaggio potente, un appello al coraggio civile e alla responsabilità individuale che risuona ben oltre i confini del santuario.
L’impegno per la verità
Prendendo spunto dalla testimonianza degli Apostoli, il presule ha tracciato un parallelo tra la fede delle origini e le sfide della contemporaneità.«Gli Apostoli non sono stati in silenzio, hanno lottato per la verità pur rischiando la vita», ha ricordato Monsignor Alfano.Il fulcro dell’omelia è ruotato attorno a un monito biblico di straordinaria attualità: «Non vi accada di combattere contro Dio». Per il Vescovo, questo principio deve tradursi in un impegno quotidiano tra uomini e donne pronti ad aiutarsi scambievolmente, evitando l’indifferenza che spesso paralizza la società.
Uno sguardo nuovo sulla città
Il Monte Faito non è stato solo il luogo fisico della celebrazione, ma un osservatorio privilegiato sull’esistenza umana. Secondo Alfano, l’altezza del monte permette una doppia visione: una verticale, verso il divino, e una orizzontale, più nitida, sulla storia e sulle città sottostanti.«Dall’alto del Faito non raggiungiamo solo Dio più facilmente, ma guardiamo più chiaramente la nostra storia», ha spiegato il Vescovo, invitando i fedeli a una conversione dello sguardo: passare dall’idea di possesso a quella di dono. Tutto ciò che abbiamo, ha sottolineato, deve essere messo a disposizione della collettività.
Responsabilità contro il conflitto
In un momento storico segnato da tensioni globali, il richiamo alla responsabilità personale è apparso quanto mai urgente. Alfano ha esortato a non “puntare il dito” contro gli altri, ma a farsi carico della propria parte di bene: Risveglio delle coscienze: Per non agire in contrasto con il disegno divino. Contributo attivo: Senza nascondersi di fronte alle tragedie del mondo. Pace e giustizia: Come unici binari su cui far correre il futuro.Il dovere del ricordoIn chiusura, il pensiero più commosso è andato a chi, su quella montagna, ha perso la vita.
Il Vescovo ha chiesto che il dolore si trasformi in forza generatrice. «Il sacrificio dei nostri fratelli non deve essere vano», ha concluso solennemente Monsignor Alfano. «Deve stringerci gli uni agli altri e spingerci a creare un mondo più giusto e pacifico. Dobbiamo scendere da questo monte con l’animo più quieto, pronti a servire».

