IL DISASTRO SUL FAITO
17 aprile 2026
IL DISASTRO SUL FAITO

Tragedia della funivia, la procura: “Indagine impervia, fu errore umano” – IL VIDEO

Conferenza stampa del procuratore Fragliasso: "La verità dall'incidente probatorio"
Michele De Feo

Castellammare. È passato esattamente un anno da quel tragico 17 aprile 2025, quando la cabina numero 2 della funivia del Monte Faito precipitò nel vuoto, stroncando quattro vite e ferendo gravemente una quinta persona. Oggi, mentre le comunità di Castellammare e Vico Equense si stringono nel ricordo delle vittime, il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha rotto il silenzio per fare il punto su un’inchiesta che si preannuncia monumentale.

Un’indagine “impervia”

Le indagini, affidate a un pool di magistrati e coordinate dal Commissariato di PS e dalla Squadra Mobile di Napoli, si sono scontrate fin da subito con una morfologia del terreno estrema. La cabina era rimasta sospesa su una parete quasi verticale, a 40 metri dalla strada e 200 dal piano di campagna, trattenuta solo da alcuni fusti d’albero.”Un’area di 10 ettari coperta da fitta vegetazione,” si legge nel comunicato, dove la ricerca dei reperti fondamentali – come le “boccole delle teste fuse” dell’ancoraggio del cavo traente – ha richiesto uno sforzo logistico imponente.

I numeri di un’operazione colossale

Per dare un’idea della complessità tecnica del caso, la Procura ha diffuso cifre impressionanti che fotografano l’anno di lavoro appena trascorso:

26 indagati (25 persone fisiche e la società EAV);

158 accessi sui luoghi effettuati dai Vigili del Fuoco, con l’impiego di ben 1.370 uomini;

150 giorni lavorativi della Polizia Scientifica per catalogare 44 reperti;

3 mesi di operazioni (da agosto a dicembre 2025) solo per il recupero fisico della cabina e del carrello, conclusosi il 18 dicembre scorso. Per mettere in sicurezza l’area e permettere il recupero dei rottami (circa 1.600 kg totali), è stato necessario l’intervento dell’Esercito Italiano, l’uso di elicotteri e la creazione di “linee vita” per gli operatori. I reperti sono ora custoditi presso lo Spolettificio Militare di Torre Annunziata e il Polo Tecnico di Nola per lo smontaggio e l’analisi.

Verso la verità: l’incidente probatorio

Parallelamente ai rilievi tecnici, la Procura ha disposto l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati agli indagati. Tuttavia, il cuore del procedimento risiede nell’incidente probatorio in corso. Dopo sette udienze e la sostituzione di un perito, si attende ora il deposito della perizia definitiva, previsto per l’estate.Il ricorso all’incidente probatorio è una scelta strategica fondamentale: i risultati di questa analisi tecnica cristallizzeranno le prove una volta per tutte, evitando di dover ripetere le perizie durante il dibattimento e garantendo così, come sottolineato dal Procuratore, “una sensibile riduzione dei tempi del processo”. La prossima udienza è fissata per il 7 maggio 2026. Le famiglie delle vittime e l’intera cittadinanza restano in attesa di una risposta definitiva sulle cause di una tragedia che ha segnato indelebilmente il territorio.

Ascolta l’intervista al procuratore Nunzio Fragliasso qui