Con il sistema del «vishing» svuotano il conto a un anziano: 5 denunce tra Napoli e provincia
L'INCHIESTA
18 aprile 2026
L'INCHIESTA

Con il sistema del «vishing» svuotano il conto a un anziano: 5 denunce tra Napoli e provincia

I denunciati hanno tra i 22 e i 54 anni, nel mirino un anziano del Salento
Andrea Ripa

Incubo truffe con la tecnica del vishing. Anziano del Salento nel mirino dei malviventi. Ancora una truffa, ancora un conto corrente prosciugato con un clic e una telefonata. Cinque persone, tre uomini e due donne tra i 22 e i 54 anni, residenti tra Napoli e provincia, sono state denunciate dalla Polizia di Stato. Sono accusate del raggiro ai danni di un cittadino di Galatina, in provincia di Lecce. Il bottino: oltre 13mila euro sottratti in poche operazioni con la tecnica del “vishing”, il phishing telefonico sempre più diffuso.

Il meccanismo è ormai collaudato ma continua a mietere vittime. Tutto parte da un sms apparentemente inviato dalla banca della vittima. Nel messaggio si segnala un bonifico sospetto in uscita e si invita a contattare immediatamente un numero per bloccare l’operazione. Un’esca perfetta. L’uomo, non riconoscendo quel movimento, chiama senza esitazioni. Dall’altra parte trova finti operatori, abili a costruire un clima di urgenza e fiducia.

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È in quel momento che scatta la trappola. Con la scusa di mettere in sicurezza il conto, i truffatori riescono a farsi fornire dati sensibili e a ottenere l’autorizzazione per operazioni bancarie. In pochi minuti il conto viene svuotato. Oltre 13mila euro trasferiti su cinque carte prepagate, ognuna con un proprio Iban, intestate ai soggetti poi finiti sotto indagine. Le indagini, durate circa un anno, sono state condotte dagli agenti della Questura di Lecce, con il lavoro del commissariato di Galatina. Fondamentale la ricostruzione dei flussi di denaro e dei movimenti sospetti. Così è stata ricostruita la rete di conti utilizzati per far perdere le tracce delle somme sottratte. Gli investigatori hanno anche richiesto il sequestro dei cinque conti, nel tentativo di bloccare il denaro e recuperare almeno parte della cifra.

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Determinante la collaborazione con la Questura di Napoli, che ha consentito di identificare i titolari delle carte e chiudere il cerchio. Per tre degli indagati, già noti alle forze dell’ordine per episodi simili, si tratta dell’ennesimo coinvolgimento in truffe dello stesso tipo. Un sistema semplice quanto efficace, che sfrutta la paura e la buona fede delle vittime. E mentre le denunce per raggiri telefonici continuano ad aumentare, resta alta l’allerta degli investigatori. Mai fidarsi di messaggi o telefonate che chiedono dati personali o bancari. Anche una sola chiamata può costare cara.