Pasqua Ucraina, il messaggio di pace da Pompei
La Pasqua celebrata lontano dalla propria terra si carica di significati ancora più profondi quando a fare da sfondo è una guerra che non conosce tregua. Al Santuario di Pompei, la comunità greco-cattolica ucraina ha vissuto il 5 aprile la solennità pasquale trasformandola in un intenso momento di preghiera per la pace, mentre il conflitto russo-ucraino continua, da oltre quattro anni, a segnare il destino di milioni di persone.
La liturgia
Guidati dal cappellano Ihor Stus, i fedeli si sono riuniti per la Divina Liturgia secondo il rito orientale, in un clima di raccoglimento e partecipazione. Una celebrazione che è diventata espressione concreta di una fede che resiste, capace di tenere insieme dolore e speranza, memoria e fiducia nel futuro. Al termine della liturgia, l’arcivescovo della città mariana, Tommaso Caputo, ha rivolto il suo saluto alla comunità, invitando tutti a rivolgersi alla Vergine Maria per implorare il dono della pace.
Il ruolo del Santuario
Parole semplici ma dense di significato, che richiamano il ruolo del Santuario come luogo di accoglienza e di intercessione, dove la preghiera diventa voce universale. Per la comunità ucraina, celebrare la Pasqua a Pompei significa anche ritrovare un senso di unità e appartenenza, pur nella distanza forzata dalla propria patria. In questo contesto, il rito religioso si trasforma in un gesto di testimonianza e resistenza spirituale, capace di superare confini e divisioni.
La solidarietà
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di attenzione e solidarietà verso un popolo provato dalla guerra. In un tempo segnato da tensioni internazionali, Pompei si conferma crocevia di fede e speranza, dove il dolore trova ascolto e la preghiera si fa strumento di pace. Da questo luogo simbolico (che l’8 maggio accoglierà Papa Leone XIV, proprio nel giorno della Supplica alla Madonna, la preghiera di San Bartolo Longo) si leva così un messaggio forte e attuale: anche nel buio dei conflitti più lunghi e complessi, la luce della Pasqua continua a indicare la strada della rinascita.

