Papa Leone ha scelto la piazza della Domenica delle Palme per lanciare un attacco frontale a chiunque provi a infilare…
LA VISITA
20 Aprile 2026
LA VISITA
Il Papa a Napoli l’8 maggio, Battaglia: «Segnale alla città»
Il presidente della Regione e il sindaco di Napoli già al lavoro
La città del sole e dei vicoli si appresta a diventare, il prossimo 8 maggio, il centro del mondo cattolico. La presentazione ufficiale della visita di Papa Leone XIV ha unito oggi, in un clima di profonda commozione e impegno civile, i vertici della Chiesa locale e le massime istituzioni della Campania. Una data non casuale: il Pontefice ha scelto proprio il capoluogo campano per celebrare il suo primo anniversario di Pontificato, un gesto che carica l’evento di un significato simbolico straordinario.
La Chiesa: «Un pellegrino tra bellezza e fango»
Il Cardinale Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, ha delineato con vigore il profilo spirituale di questo incontro. Per il porporato, quella del Santo Padre non è una visita istituzionale, ma un atto di amore verso una terra complessa. «Papa Leone non viene tra noi come un potente della terra, viene come un pellegrino di pace, un uomo di vangelo. Viene nel primo anniversario della sua elezione e non è un caso. Sceglie noi, questa terra di vicoli e di mare, dove la bellezza convive con il fango e dove la speranza è soprattutto un esercizio quotidiano di resistenza».
L’appello ai cittadini
Il Cardinale ha poi rivolto un appello alla cittadinanza, sottolineando come la presenza del Papa debba essere una scossa contro l’apatia: «Il Papa viene a camminare con noi, camminerà con noi. La sua presenza è un invito a dire che c’è un’altra strada rispetto alla violenza, all’indifferenza, alla rassegnazione. Ai giovani che sognano e alle famiglie che resistono vorrei dire siete voi la forza di questa città».
Le Istituzioni: «Un privilegio e un impegno comune»
La macchina organizzativa è già in pieno fermento. Il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha garantito il totale supporto delle strutture regionali per la riuscita dell’evento, ribadendo la natura laica ma collaborativa dell’accoglienza. «Siamo contenti, come istituzione laica della Regione, di accompagnare l’arrivo di Papa Leone qui in Campania e siamo contenti che per il suo primo anno di Pontificato abbia scelto la nostra città e la nostra regione. Faremo il massimo affinchè tutto possa andare per il meglio e accompagneremo in tutti i modi l’organizzazione. Speriamo che tutto andrà per il meglio e sono sicuro che sarà così».
Il Comune di Napoli
Sulla stessa linea il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha inquadrato la visita nel difficile contesto internazionale attuale, vedendo in Napoli il megafono ideale per il messaggio universale del Pontefice. «Avere il Papa a Napoli è un grandissimo privilegio per la città. In questo momento così difficile di guerra e sofferenza, ospitare la visita del Santo Padre, che con tanta forza ha elevato la voce della pace e della fratellanza a livello mondiale, è un messaggio estremamente forte e che questo avvenga a Napoli, che è sempre stata e sarà città dell’accoglienza e dell’incontro, ha un valore ancora più alto perché unisce la voce della nostra comunità e del Papa per chiedere pace, giustizia, uguaglianza e diritti per tutti».
Una ricorrenza speciale
Manfredi ha poi concluso sottolineando il valore emotivo della ricorrenza: «Per noi è un grande privilegio avere il Papa a Napoli in questo giorno particolare, il primo suo anniversario di Pontificato è segno di vicinanza del Papa e di tutta la Santa Sede alla nostra città e questo ci rende orgogliosi e ci commuove».
Un’eredità oltre l’evento
L’obiettivo condiviso è che l’8 maggio non resti solo una data sul calendario, ma l’inizio di una trasformazione sociale. Nelle parole conclusive del Cardinale Battaglia emerge il desiderio di una Chiesa e di una città che sappiano “sporcarsi le mani”.
L’appello del Cardinale
«Papa Leone ci ricorda che la pace non è un’utopia lontana ma si costruisce abbassando le armi dell’odio e rialzando chi è caduto, e porta una pace che trasforma, quella stessa pace che cerchiamo nei nostri quartieri e per i figli della nostra terra. Napoli ha bisogno di questa pace, partendo dal basso e dalle mani sporche di chi lavora in silenzio soprattutto per il bene comune. Sentiamo tutti il battito di questa chiesa che non ha paura di sporcarsi le mani. Lasciamoci guardare da lui, ma soprattutto lasciamoci convertire dal suo sguardo, perché la visita passi ma resti in noi il coraggio di essere ogni giorno artigiani di pace, di giustizia, profeti di speranza».

