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Si chiude dopo sedici anni una vicenda di illegalità edilizia nel cuore della Penisola Sorrentina. In via Malacoccola, a ridosso dell’oasi del WWF, è stata completata la demolizione del complesso immobiliare abusivo denominato “Fattoria Marecoccola”, una struttura residenziale-ricettiva che per anni ha deturpato uno dei tratti più pregiati della costa.
I numeri dello scempio
L’intervento ha riguardato un volume complessivo di 5.722 metri cubi, distribuiti su diversi manufatti che avevano trasformato illecitamente il fondo agricolo in un vero e proprio polo turistico. Tra le opere rimosse figurano quattro fabbricati multipiano, edifici adibiti a residenze, depositi e sale ristorante con annesse cucine e uffici, un’area relax e una piscina a sfioro di oltre 12 metri di lunghezza dotata di pavimentazione in pietra arenaria. Infine una rete stradale interna in calcestruzzo e asfalto per collegare i vari corpi di fabbrica e un’ampia area adibita a parcheggio.
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Un sito sotto massima protezione
L’area interessata non era solo paesaggisticamente rilevante, ma soggetta a una fitta rete di tutele ambientali e di sicurezza. Il complesso sorgeva infatti in una zona sismica e sottoposta a vincoli idrogeologici e paesaggistici. Inoltre, il terreno ricade nel Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.) della Costiera Amalfitana tra Nerano e Positano, classificato come Parco Territoriale dai piani urbanistici vigenti.
La vittoria della legalità
L’ordine di demolizione, emesso dalla sezione distaccata di Sorrento del Tribunale di Torre Annunziata, dà esecuzione a una sentenza di condanna che risaliva ormai al 2010. Un elemento di particolare rilievo sottolineato dal Procuratore della Repubblica, Nunzio Fragliasso, riguarda le modalità del ripristino dei luoghi: grazie all’attività di sensibilizzazione della Procura, la demolizione è avvenuta in regime di autodemolizione. Il proprietario ha infatti provveduto all’abbattimento a proprie spese, evitando così che i costi dell’operazione gravassero sulle casse del Comune o della Cassa Depositi e Prestiti.
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La nota della Procura
“L’esecuzione delle demolizioni disposte dall’autorità Giudiziaria — si legge nella nota della Procura — rappresenta uno strumento insostituibile sia per il ripristino delle condizioni ambientali violate, sia come deterrente preventivo contro il fenomeno dell’abusivismo edilizio”. L’operazione odierna ribadisce la linea di fermezza adottata dalla Procura di Torre Annunziata nel contrasto al cemento selvaggio, priorità assoluta per la tutela di un territorio fragile e prezioso come quello sorrentino.