Sarno inquinato, sequestrato cantiere nautico a Castellammare
AMBIENTE
23 Aprile 2026
AMBIENTE

Sarno inquinato, sequestrato cantiere nautico a Castellammare

Posto sotto sequestro preventivo un cantiere navale in via Schito, risultato essere totalmente abusivo.
Michele De Feo

Castellammare. Prosegue senza sosta l’offensiva dello Stato contro l’inquinamento del bacino idrografico del Sarno. Nelle ultime ore, i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia hanno inferto un altro colpo al degrado ambientale. Sotto sequestro preventivo un cantiere navale in via Schito, risultato essere totalmente abusivo. L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata, ha portato alla luce una gestione dell’attività produttiva in totale spregio delle norme vigenti. All’interno dell’area, estesa per circa 1.500 metri quadrati, gli uomini della Guardia Costiera hanno sorpreso operai intenti alla levigatura e verniciatura di imbarcazioni in strutture di fortuna, prive di qualsiasi autorizzazione per le emissioni in atmosfera e per il trattamento dei reflui.

Nuovi veleni nel fiume Sarno, officina sotto sequestro a Poggiomarino

Nuovi veleni nel fiume Sarno, officina sotto sequestro a Poggiomarino

Ancora un colpo al fragile ecosistema del fiume Sarno, da anni simbolo dell’emergenza ambientale in Campania. A Poggiomarino, gli operatori…

Un ciclo produttivo “fuorilegge”

Le accuse mosse dagli inquirenti delineano un quadro di grave rischio per il sottosuolo e le acque. Oltre allo scarico illecito di acque reflue e di dilavamento in assenza di titoli autorizzativi, è stato accertato un deposito incontrollato di rifiuti speciali prodotti dalla cantieristica. Particolarmente critica la situazione atmosferica. Le operazioni di verniciatura avvenivano senza filtri. Mentre le acque piovane, cariche di residui chimici, venivano lasciate disperdere direttamente nel terreno a causa della totale mancanza di sistemi di regimentazione. Il sequestro d’urgenza si è reso necessario. Per interrompere immediatamente le attività criminose e impedire l’aggravamento del danno ambientale in una zona già fortemente colpita dall’inquinamento.

Torre Annunziata: inquinamento del Fiume Sarno, sequestrato un cantiere nautico

Torre Annunziata: inquinamento del Fiume Sarno, sequestrato un cantiere nautico

Blitz dei Carabinieri per la tutela ambientale nel cuore della costa vesuviana. Il 13 aprile i militari del Gruppo di…

Un fronte comune: la scia dei recenti sequestri

L’intervento di via Schito rappresenta solo l’ultimo tassello di una vasta e complessa strategia investigativa. L’attività si inserisce infatti nel Protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025, che ha creato un fronte comune tra le Procure di Torre Annunziata, Avellino e Nocera Inferiore, supportate dall’Arpac e dai Carabinieri del NOE.

Negli ultimi mesi, la Procura oplontina ha coordinato una serie di interventi mirati che hanno svelato un sistema di illegalità diffusa lungo tutto l’asse del fiume. Solo poche settimane fa, l’attenzione degli inquirenti si era concentrata su Torre Annunziata. Qui era stato individuato un opificio tessile che immetteva i propri scarichi industriali direttamente nella rete fognaria pubblica. Senza alcun tipo di trattamento preventivo, colorando letteralmente le acque del litorale.

Spostandosi verso l’entroterra, nel bacino di Scafati, i controlli hanno colpito duramente il settore agroalimentare. Un’importante industria conserviera è finita nel mirino per il superamento sistematico dei limiti biochimici e per lo stoccaggio illecito di fanghi industriali.

Anche il settore dei servizi non è rimasto immune. A Pompei, i militari hanno apposto i sigilli a un autolavaggio privo di vasche di decantazione. Mentre a Castellammare, poco prima dell’ultimo blitz, era stata sequestrata un’altra area di rimessaggio. Venivano accumulati in modo pericoloso oli esausti e batterie a pochi metri dalla riva. nQuesta incessante attività repressiva mira a scardinare non solo le grandi fonti di inquinamento industriale, ma anche quella micro-illegalità che, operando nell’ombra, contribuisce pesantemente al degrado del Sarno e alla compromissione della balneabilità della penisola sorrentina.