Ercolano. Erano rinchiusi in gabbie anguste, circondati da rifiuti speciali, scarti alimentari ed escrementi, nascosti agli occhi di tutti all’interno…
L'OPERAZIONE
23 aprile 2026
L'OPERAZIONE
Scoperto un allevamento abusivo a Terzigno, sequestrati 200 animali
Sotto sequestro maiali, pecore e galline
Un allevamento suinicolo abusivo, privo di autorizzazioni e in condizioni igienico-sanitarie gravemente carenti, è stato scoperto nel territorio di Terzigno nell’ambito dei controlli interforze legati all’emergenza ambientale e alla prevenzione della peste suina africana.
L’operazione è stata condotta dai militari dei Nuclei Carabinieri Parco di Ottaviano e Boscoreale, con il supporto dell’Esercito Italiano – Reggimento 21° guastatori – e del personale dell’ASL Napoli 3 Sud. I controlli rientrano nelle attività di contrasto ai reati ambientali e nelle misure straordinarie per il contenimento della diffusione della peste suina africana.
Nel corso dell’ispezione, effettuata in un’area agricola, è stata accertata la presenza di circa 200 animali, tra cui 62 suini, tutti sprovvisti di sistemi di identificazione e tracciabilità, oltre che delle necessarie autorizzazioni sanitarie. Gli animali erano detenuti in strutture fatiscenti, in spazi non adeguati alla specie e privi delle minime condizioni di igiene, in ambienti giudicati incompatibili con il loro benessere.
Sul terreno, esteso per circa 2.000 metri quadrati, i militari hanno inoltre rinvenuto rifiuti non pericolosi abbandonati direttamente sul suolo e a contatto con gli animali, aggravando ulteriormente il quadro delle violazioni.
L’intera area, insieme alle strutture e agli animali, è stata sottoposta a sequestro penale. Il gestore dell’allevamento è stato denunciato all’autorità giudiziaria con le accuse di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e gestione illecita di rifiuti.
Parallelamente, l’Autorità sanitaria ha disposto il vincolo sanitario sugli animali presenti, avviando le procedure necessarie per la tutela della salute pubblica e per prevenire eventuali rischi epidemiologici. Un intervento che conferma l’attenzione alta delle istituzioni su un territorio da tempo sotto osservazione per criticità ambientali e sanitarie.

