Castellammare, 504 famiglie chiedono un alloggio popolare
DRAMMA CASA
24 aprile 2026
DRAMMA CASA

Castellammare, 504 famiglie chiedono un alloggio popolare

Oltre il 200 per cento in più di domande rispetto al 2022
Tiziano Valle

C’è un numero che, più di ogni discorso politico, fotografa il dramma sociale che si sta consumando Castellammare di Stabia: 504. Sono le richieste presentate per un alloggio popolare nell’ultimo bando, un dato che segna un incremento spaventoso, superiore al 200 per cento, rispetto a soli quattro anni fa. Non è solo una statistica; è il grido d’aiuto di un pezzo di città che sta letteralmente perdendo il tetto sopra la testa.

 

La trasformazione

Il paradosso stabiese nasce da un successo che si è trasformato in condanna. Il boom turistico, alimentato dalla vicinanza a Pompei, alla penisola sorrentina e dalla riscoperta del litorale, ha spinto centinaia di proprietari a convertire i propri appartamenti in B&B e case vacanza. Se da un lato l’indotto turistico cresce, dall’altro il mercato immobiliare locale è stato “cannibalizzato”: gli affitti residenziali a lungo termine sono sempre meno e quelli rimasti hanno raggiunto cifre insostenibili.

 

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I più penalizzati

Per le giovani coppie, il sogno di restare nella propria città è diventato un incubo burocratico ed economico. Con stipendi medi che faticano a coprire le rate di locazione ormai “gonfiate” dai prezzi turistici, molti ragazzi sono costretti a una scelta dolorosa: indebitarsi oltre il limite o spostarsi nei comuni dell’entroterra, svuotando Castellammare della sua linfa vitale.

 

L’occasione persa

Il dramma nel dramma è che le soluzioni esisterebbero. Castellammare di Stabia è infatti tra i Comuni campani in cima alla lista per beneficiare di consistenti fondi pubblici destinati all’housing sociale. Si tratta di risorse che potrebbero finanziare la costruzione di nuovi complessi residenziali a canone agevolato, destinati proprio a chi non ha i requisiti per l’edilizia popolare ma non può permettersi i prezzi del libero mercato. Eppure, questi soldi restano chiusi in un cassetto.

 

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Il Puc in ostaggio

Il motivo? Senza l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC), il Comune non può dare il via libera a nuovi insediamenti abitativi o alla riqualificazione di aree dismesse per fini residenziali. Mentre la città soffoca, la politica osserva. Il PUC, lo strumento fondamentale che dovrebbe disegnare la Castellammare dei prossimi vent’anni, è ostaggio in Commissione Urbanistica ormai da due anni. Tra rimpalli di responsabilità, veti incrociati e sedute andate deserte, il documento che permetterebbe di sbloccare l’edilizia sociale e dare respiro al mercato immobiliare è rimasto congelato. La paralisi amministrativa ha trasformato il Piano Urbanistico in un miraggio.

 

La fuga dalla città

Nel frattempo, le 504 domande per le case popolari raccontano di una classe media che scivola verso la povertà abitativa e di una generazione di giovani stabiesi che si sente straniera in casa propria. Senza un atto di coraggio in aula, il destino di Castellammare sembra segnato: una città bellissima per i turisti, ma impossibile da vivere per chi la ama e vorrebbe vederci crescere i propri figli. Un tema quella della carenza di alloggi popolari che si lega a doppio filo anche con il decremento della popolazione residente che, anche per via delle scarse natalità, viaggia sempre più veloce.