Terremoto nel calcio: indagato il designatore Rocchi
L'INCHIESTA
25 aprile 2026
L'INCHIESTA

Terremoto nel calcio: indagato il designatore Rocchi

Due partite nel mirino degli investigatori
Fabio Somma

Il calcio italiano piomba nuovamente nel caos. A vent’anni dallo scandalo che riscrisse la storia della Serie A, lo spettro della frode sportiva torna ad allungarsi sul mondo dei fischietti. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, è ufficialmente indagato. Secondo quanto appreso dall’AGI, gli è stato notificato un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione.

 

L’inchiesta

L’indagine, che cova dall’estate scorsa sotto le macerie di una crisi strutturale della FIGC, punta a scoperchiare una rete di influenze e comportamenti illeciti che coinvolgerebbe arbitri, club e vertici federali. L’ipotesi investigativa è pesante: nonostante il passaggio dal calcio “romantico” a quello dei fondi d’investimento e delle tecnologie digitali, certe dinamiche di condizionamento dei risultati potrebbero essere rimaste immutate.

 

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Il “Giallo” di Lissone: il video che incastra Paterna

Il fulcro dell’inchiesta ruota attorno a una data precisa: 1° marzo 2025. Durante la sfida Udinese-Parma, la sala VAR di Lissone diventa teatro di un episodio inquietante. Un video in possesso degli inquirenti mostra Daniele Paterna (al VAR) inizialmente scettico su un presunto fallo di mano: «Non mi sembra fuori dalla sagoma», dice ai colleghi.

 

Il cambio di decisione

Poi, l’imprevisto. Paterna si gira di scatto verso la vetrata della stanza, legge un segnale esterno e cambia istantaneamente versione: «È rigore». Comunica all’arbitro Maresca la necessità di una on-field review e il penalty viene assegnato. L’ipotesi dell’accusa è che dietro quel vetro ci fosse proprio Gianluca Rocchi, intento a “bussare” per richiamare l’attenzione e imporre la decisione. Paterna, convocato come testimone, è ora indagato per falsa testimonianza dopo che il PM ha interrotto la sua deposizione ritenendola non veritiera.

 

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Il caso Inter-Verona e la gomitata di Bastoni

L’inchiesta non si ferma all’episodio di Udine. Gli inquirenti hanno riaperto il fascicolo su Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. Al centro del mirino la gomitata di Alessandro Bastoni ai danni di Duda, non sanzionata nonostante la revisione delle immagini.I dialoghi tra l’arbitro Fabbri e il VAR Nasca rivelano una gestione superficiale: «Si alza, mi guarda e si rimette giù, questa è furbizia!», diceva Fabbri, mentre Nasca liquidava il contatto come «tutto regolare», convalidando il gol decisivo di Frattesi. Per la Procura, l’omissione della chiamata al monitor fu intenzionale, frutto di un concorso in frode sportiva volto a favorire la squadra di casa.

 

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Scissione e veleni: l’AIA contro la FIGC

Le ripercussioni politiche sono già pesantissime. L’ex presidente dell’AIA, Antonio Zappi, dopo aver ricevuto la segnalazione dei fatti di Lissone, aveva imposto un cambio di regolamento: chiunque entrasse nella sala VAR, Rocchi compreso, avrebbe dovuto redigere una relazione dettagliata.Il risultato? Da quel momento, il team del designatore ha disertato Lissone e i rapporti tra l’Associazione Arbitri e i vertici della FIGC sono arrivati al punto di rottura. Si fa sempre più concreta l’ipotesi di una scissione della CAN (Commissione Arbitri Nazionale) dall’AIA, per portarla sotto il controllo diretto della Federazione o della Lega.

 

Presto la svolta

Mentre la Procura di Milano si appresta a chiudere le indagini, il calcio italiano trattiene il respiro. Se le accuse venissero confermate, non sarebbe solo il fallimento della tecnologia VAR, ma il crollo definitivo della credibilità dell’intero sistema sportivo nazionale.