Rincaro carburanti, altra stangata: i prezzi saliranno ancora
GLI EFFETTI DELLA GUERRA
26 aprile 2026
GLI EFFETTI DELLA GUERRA

Rincaro carburanti, altra stangata: i prezzi saliranno ancora

Dai trasporti alle attività al dettaglio, raffica di aumenti in vista
Rita Inflorato

Tutti sulla stessa barca, esposta al vento del continuo aumento dei costi tra i danni collaterali della guerra Usa-Iran. Sia carburante o energia elettrica poco importa, in Campania sono a rischio allo stesso modo aziende private e pubbliche. Urgenti misure in aiuto del trasporto via mare o su terra, come per l’agroindustria e in più settori in crisi anche per l’export verso i mercati arabi sulle rotte del conflitto. Si ripete, ancora una volta, la richiesta di un intervento urgente del governo Meloni e della Regione Campania.

L’allarme del sindacato campano.

Si rivolge al presidente Fico la Cgil, «subito tavoli che coinvolgano imprese, associazioni e sindacati». E’ quanto chiede il segretario campano Nicola Ricci. Per neutralizzare l’impennata del costo del carburante e le conseguenze sul sistema delle imprese e sull’occupazione, Ricci ritiene «indispensabile la sospensione momentanea della fiscalità regionale e comunale, per quanto riguarda le addizionali; il sostegno al reddito e il ricorso, quando necessario, alla cassa integrazione, per i lavoratori le cui imprese sono colpite dalla crisi; smart working quando possibile». Bisogna fare presto anche per le compagnie di navigazione, che collegano Napoli alle isole del Golfo. Parla di pochi giorni Salvi Monti, direttore della Medmar, prima che il costo del carburante costringa gli armatori ad aumentare il prezzo dei biglietti. «Un effetto da scongiurare, in quanto potrebbe portare alla riduzione dei flussi turistici proprio nella stagione estiva. Innescando la protesta di sindaci e operatori del settore».

La soluzione.

La soluzione? «Serve un ristoro alle compagnie, che può avvenire sotto varie forme. Per quanto ci riguarda abbiamo avuto un aumento del 110% in due mesi. Oggi il carburante ci costa di più del personale, così non possiamo reggere a lungo. Al momento, però, non abbiamo riscontri dalle istituzioni». Fare benzina o diesel costa di più anche agli automobilisti e ai camionisti. Come dimostra un giro di ricognizione tra le stazioni di carburante a Napoli.

Le preoccupazioni di Conftrasporto.

Parla di «preoccupazioni enormi per la situazione in continuo peggioramento” il presidente nazionale di Conftrasporto Pasquale Russo. Napoletano, conosce bene la situazione campana. «In assenza di iniziative salirà la tensione tra gli autotrasportatori. Si veleggia verso aumenti del 40%. Un costo che pagano di più le aziende campane, chiamate a coprire tratte lunghe per il trasporto delle merci rispetto al nord. Ci aspettiamo si corra subito ai ripari. Per il trasporto su gomma è più complicato che il costo del gasolio si trasferisca sul mercato. Molte imprese potrebbero fallire, soprattutto in Campania, dove il tessuto economico è più fragile».

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Lo studio dello Svimez.

Come dimostra uno studio Svimez, che fa una proiezione di cosa può accadere se la guerra non si ferma in sei mesi. Se al centro-nord cala la produzione fino a -0,6 punti percentuali, in Campania le famiglie reagiscono al caro bollette riducendo i consumi quasi di un punto percentuale.

Rincaro prezzi, allarme Confesercenti.

Un effetto di risparmio su acquisti, vacanze e pranzi al ristorante, che allarma Confesercenti. Lo spiega il presidente Massimo Di Porzio: «Prezzi in salita ed affari in diminuzione a Napoli. Aumento a due cifre per i prezzi dell’ortofrutta, soprattutto del fresco e gli alimentari, si acquista meno». E poi c’è il rischio sul turismo. «In prima battuta gli italiani hanno sostituito gli stranieri, ma nel medio periodo ci sarà un calo anche del mercato interno se venisse confermata la scarsità del carburante. Questa guerra deve finire», conclude Di Porzio.

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Il trasporto pubblico.

Altrimenti in difficoltà andranno anche le aziende pubbliche. Eav ha stimato che per i treni della Circumvesuviana, Cumana e gli autobus si parla di un aumento dei costi del 30 per cento. In una lettera alla Regione il presidente, Umberto De Gregorio, traduce il danno in cifre. “In un anno tra energia e carburante si passa da 20 a 24 milioni”.

Una previsione che ha fatto anche Asia, l’azienda che si occupa della raccolta rifiuti a Napoli: calcola 1,7 milioni in più, comunicando la situazione di rischio al Comune. Si prepara al peggio la Cgil. L’allarme di Ricci: «Il nostro pil è influenzato da una economia non governata, in crisi andranno prima pasta e conserve per l’export. Poi la componentistica industriale e manifatturiera». Tutte situazioni che ovviamente potrebbero esplodere a breve e, soprattutto, determinerebbero secondo gli esperti un rincaro profondo dei prezzi che avrebbe una conseguenza nefasta sulla vita dei cittadini campani.