Juve Stabia-Frosinone: Leone sfida l’ex Calò
SERIE B
30 aprile 2026
SERIE B

Juve Stabia-Frosinone: Leone sfida l’ex Calò

Al Romeo Menti va in scena il duello tra i due registi del centrocampo Le vespe contro la squadra ciociara per puntare al sesto posto
Michele Imparato

Il destino della Serie B passa per il prato del Romeo Menti. Domani al Menti  un penultimo atto che somiglia maledettamente a una finale. Da una parte la Juve Stabia di Ignazio Abate, lanciata verso un sesto posto che blinderebbe i playoff con una posizione di privilegio; dall’altra il Frosinone di Massimiliano Alvini, impegnato in un duello rusticano col Monza per agguantare la promozione diretta senza passare dalle forche caudine degli spareggi. Ma se la classifica pesa come un macigno, è sul piano tecnico che la sfida promette scintille.

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Leone vs Calò, sfida tra registi

La gara del Menti sarà, prima di tutto, il teatro del confronto tra due architetti del centrocampo. Giuseppe Leone e il grande ex Giacomo Calò. Due storie diverse, due percorsi che si incrociano nel momento più alto delle rispettive stagioni. Per Giacomo Calò, tornare a Castellammare non sarà mai una questione banale. È qui che il ragazzo arrivato poco più che ventenne si è trasformato in uomo e calciatore totale. Protagonista della cavalcata trionfale in Lega Pro, Calò ha usato il Menti come trampolino di lancio. Oggi, con la maglia del Frosinone, sta vivendo la stagione della maturità definitiva.

I numeri parlano per lui: 9 gol e ben 13 assist. Statistiche da trequartista d’altri tempi traslate nel corpo di un regista moderno. Specialista dei calci piazzati, Calò è il polmone e la mente della squadra di Alvini. Ogni pallone che scotta passa dai suoi piedi. E il Frosinone sa che finché Giacomo ha il compasso in mano, la Serie A è un traguardo possibile. Dall’altra parte del cerchio di centrocampo ci sarà Giuseppe Leone, il volto della Juve Stabia che sogna in grande. Se l’anno scorso, al debutto in B, l’ex Siena aveva vissuto una stagione tra luci e ombre, il 2026 è l’anno della sua definitiva esplosione.

Il merito è in gran parte di Ignazio Abate, che lo ha messo al centro del villaggio tattico sin dal primo giorno di ritiro. Leone non è più solo una promessa tecnica; è un leader silenzioso. La sua capacità di resistere alle sirene dello Spezia a gennaio ha cementato il legame con la piazza e con la società. Ciò ha dimostrato una maturità caratteriale pari alla sua visione di gioco. Elegante, preciso, quasi chirurgico nel breve, Leone è il termometro della squadra. Se lui gira a mille, le Vespe diventano letali.

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Il lavoro degli amministratori

La squadra lavora sul campo sotto lo sguardo vigile di Ignazio Abate per chiudere in bellezza il campionato. Parallelamente, continua incessante il lavoro degli amministratori giudiziari per quanto riguarda la vicenda del passaggio di quote. Scarpa e Ferrara continuano a vigilare sulla situazione anche perchè sono loro i garanti della Juve Stabia come hanno tenuto a precisare. Gli amministratori stanno lavorando senza sosta per garantire un futuro trasparente alla società stabiese. Allo stesso tempo intendono tranquillizzare la tifoseria che è preoccupata dopo la cessione delle quote a Francesco Agnello.