Vertenza Trasnova a Pomigliano: ritirati i licenziamenti di 94 operai
LAVORO
30 aprile 2026
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Vertenza Trasnova a Pomigliano: ritirati i licenziamenti di 94 operai

La svolta arriva a poche ore dal licenziamento collettivo dei 94 lavoratori, ora sono stati ritirati i provvedimenti di licenziamento
Andrea Ripa

La crisi occupazionale legata all’indotto automobilistico in Campania registra una svolta inattesa. La società Trasnova, impegnata nelle attività di logistica per gli stabilimenti italiani di Stellantis, ha infatti ritirato all’ultimo momento il licenziamento collettivo che avrebbe coinvolto 94 lavoratori.

Di questi, ben 53 sono impiegati presso la fabbrica automobilistica di Pomigliano d’Arco. E’ uno dei poli industriali più rilevanti del Mezzogiorno. Il provvedimento di licenziamento sarebbe diventato effettivo nel giro di poche ore. L’azienda ha invece deciso di concedere la cassa integrazione per cessazione attività fino al 31 dicembre.

A rendere nota la decisione sono stati Giuseppe Raso e Aniello Graziano, rispettivamente segretario generale e segretario provinciale di Fismic a Napoli. I sindacalisti hanno sottolineato come la richiesta di attivare la cassa integrazione fosse sul tavolo da oltre un anno e mezzo.

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“Finalmente l’azienda, a poche ore dai licenziamenti effettivi, ha concesso l’ammortizzatore sociale per cessazione attività”, hanno dichiarato. Una scelta che, secondo i rappresentanti sindacali, è stata possibile anche grazie a un accordo raggiunto con Stellantis.

 

«L’azienda, anche su pressante richiesta del sindacato, ha revocato i licenziamenti e ha dichiarato che chiederà la Cigs per cessazione aziendale». E’ quanto affermano Mauro Cristiani, segretario generale Fiom Napoli e Mario Di Costanzo, responsabile settore automotive Fiom Napoli.

«Ora – aggiungono Cristiani e Di Costanzo – è indispensabile che Trasnova velocemente si attivi con il Ministero del Lavoro affinché ai lavoratori sia garantito l’ammortizzatore sociale». «E’ evidente che il sostegno al reddito è un primo passo per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di affrontare questo momento difficile. Inizia ora la fase più delicata e complessa. Ossia quella di individuare soggetti imprenditoriali in grado di assorbire i lavoratori in un nuovo progetto industriale».

Il rinvio dei licenziamenti apre ora uno spiraglio per i lavoratori coinvolti. Il periodo coperto dalla cassa integrazione potrà infatti essere utilizzato per favorire il ricollocamento occupazionale. Due realtà imprenditoriali si sarebbero già dette disponibili ad assorbire parte del personale. Avviando nei prossimi mesi le procedure per nuove assunzioni.

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La vicenda resta comunque emblematica delle difficoltà che attraversano le aziende dell’indotto automotive. Sempre più esposte alle trasformazioni del settore e alle scelte strategiche dei grandi gruppi industriali. Per i lavoratori, il futuro rimane incerto. Tuttavia la sospensione dei licenziamenti rappresenta, almeno per ora, un importante segnale di respiro.

 

Le preghiere del vescovo. Ai lavoratori Trasnova, ieri sera, il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, ha rivolto il proprio pensiero nel corso di una veglia di preghiera svoltasi nello stabilimento Euronut di Sperone. “Ci troviamo a pregare per il mondo del lavoro, ricordando la festa che la chiesa universale dedica a san Giuseppe Lavoratore. – aveva detto il presule – In questo momento il mio pensiero è andato ai lavoratori della Trasnova di Pomigliano d’Arco il cui posto di lavoro è a rischio. Insieme al futuro delle loro famiglie. Chi ha la responsabilità deve sentire anche la responsabilità di trovare una soluzione”.

Lavoratori per i quali oggi l’azienda ha ritirato il licenziamento collettivo avviando la cassa integrazione fino al prossimo 31 dicembre. “Il lavoro non è una cosa tra le altre che riguardano l’uomo. E’ importante, essenziale. – aveva aggiunto Marino – L’uomo e la donna sono posti nel mondo per raccogliere in sé la realtà e portarla a Dio”.