Fuga dal voto a Somma Vesuviana: 7 candidati si ritirano dalle elezioni
A Somma Vesuviana si accende il clima politico in vista delle elezioni comunali. Dopo la verifica della Commissione elettorale presso…
A Somma Vesuviana si accende il clima politico in vista delle prossime elezioni comunali, tra esclusioni, polemiche e richieste di chiarimento. Dopo la verifica della Commissione Elettorale Mandamentale, sette candidati al consiglio comunale sono stati esclusi. Tre dei quali per incompatibilità legate alla Legge Severino. Una situazione che ha inciso in modo significativo soprattutto sulle liste collegate al Partito Democratico, impegnato a sostenere la candidatura a sindaco di Silvia Svanera.
Nel Pd si contano sei esclusioni complessive: due candidati uomini, dichiarati incompatibili, e quattro donne che hanno scelto di ritirarsi volontariamente prima della verifica definitiva. Una decisione che, secondo fonti interne, avrebbe evitato il rischio di esclusione dell’intera lista per il mancato rispetto delle norme sulla parità di genere. La legge, infatti, consente il ritiro fino al momento della verifica ufficiale, permettendo eventuali correzioni. Resta però evidente l’impatto sugli equilibri interni e sull’organizzazione politica.
Fuga dal voto a Somma Vesuviana: 7 candidati si ritirano dalle elezioni
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L’ultima esclusione ha riguardato un candidato della lista “Siamo Sommesi”, a sostegno di Peppe Nocerino. Nel frattempo, le sei liste che supportano la candidatura di Antonio Granato — Forza Somma, A Viso Aperto, Fratelli di Somma Vesuviana, Oblò per Somma, Somma Moderata e Somma Nova — hanno diffuso una nota congiunta esprimendo forti perplessità. Secondo la coalizione, la vicenda non sarebbe un semplice problema tecnico, ma solleverebbe dubbi sulla regolarità del procedimento elettorale.
Al centro delle critiche, da un lato, la presenza iniziale di candidati con possibili incompatibilità nelle liste del Pd; dall’altro, la tempistica delle rinunce delle quattro candidate, avvenute a ridosso della chiusura delle verifiche. Una dinamica che, secondo i firmatari, avrebbe consentito di evitare l’esclusione della lista. Sollevando interrogativi sulla correttezza delle procedure e sul rispetto della parità tra i candidati. Pronta la replica del Partito Democratico, affidata al segretario cittadino Francesco Barra, che respinge ogni accusa.
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“La Commissione ha operato in piena autonomia e nel rispetto delle norme”, si legge nella nota. Sottolineando come le esclusioni dimostrino che le regole valgono per tutti. Sulle rinunce, il Pd parla di scelte individuali e legittime, definite “offensive” le insinuazioni di una regia politica. Ribadita anche la fiducia nell’operato della Commissione e la piena regolarità della lista. Il confronto resta acceso, ma dal Pd arriva l’invito a spostare l’attenzione sui programmi e sul futuro della città. Llasciando ai cittadini il giudizio finale attraverso il voto.