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Il reparto di epatologia dell’ospedale di Gragnano torna al centro dell’attenzione per il rischio di una possibile chiusura o trasferimento, uno scenario che sta generando crescente preoccupazione sul territorio. La situazione si è delineata nelle ultime settimane, in seguito al pensionamento del responsabile storico del reparto, il dottor Carmine Coppola, figura di riferimento nel panorama medico campano e nazionale per la cura delle patologie epatiche.
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Con l’uscita di scena dello specialista, l’Asl ha avviato la ricerca di un sostituto, passaggio fondamentale per garantire la continuità assistenziale. Parallelamente, però, si è fatta strada anche un’ipotesi alternativa: il trasferimento del reparto presso un’altra struttura sanitaria del territorio. Una possibilità che, se confermata, metterebbe fine all’esperienza di un centro considerato da anni un’eccellenza nel campo dell’epatologia.
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Il presidio ospedaliero di Gragnano, infatti, non rappresenta soltanto un punto di riferimento locale, ma ha acquisito nel tempo una rilevanza ben più ampia, attirando pazienti da diverse aree della Campania e anche da fuori regione. Il reparto ha costruito la propria reputazione grazie a un’attività clinica costante e a un approccio specialistico nella gestione delle patologie epatiche, in particolare quelle croniche e degenerative.
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Attualmente segue centinaia di pazienti, garantendo percorsi di cura continuativi e altamente qualificati. L’eventuale trasferimento solleva interrogativi sia sul piano organizzativo sia su quello assistenziale. Da un lato, si pone il tema della capacità della struttura che dovrebbe accogliere il reparto, con la necessità di spazi adeguati e risorse sufficienti. Dall’altro, emergono le ricadute dirette sui pazienti, molti dei quali risiedono nei comuni dei Monti Lattari e hanno finora trovato a Gragnano un presidio facilmente accessibile. Il rischio è quello di un ridimensionamento di fatto di un servizio sanitario strategico, con conseguenti disagi legati agli spostamenti e alla riorganizzazione dei percorsi di cura.
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In un contesto già complesso per la sanità territoriale, la possibile perdita di un reparto di tale livello rappresenterebbe un elemento di criticità ulteriore.La decisione definitiva è attesa nelle prossime settimane, quando l’Asl dovrà sciogliere il nodo tra il mantenimento del reparto a Gragnano, attraverso la nomina di un nuovo responsabile, e l’eventuale trasferimento. Una scelta che avrà un impatto significativo non solo sull’assetto sanitario locale, ma anche sul futuro di un centro che negli anni si è distinto come eccellenza riconosciuta nel panorama dell’epatologia italiana.
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Nel frattempo nell’ospedale sono in corso anche dei lavori, altro problema che sta spingendo l’Asl per la decisione di un trasferimento momentaneo del reparto. Intanto in città resta la preoccupazione per l’ennesimo pericolo di un ridimensionamento dell’offerta sanitaria dell’ospedale di via Marianna Spagnuolo.