Pronto soccorso, riapre Boscotrecase e respira Castellammare
L’ormai imminente riapertura del pronto soccorso di Boscotrecase alleggerirà la pressione sull’ospedale San Leonardo di Castellammare. Una buona notizia, dopo diversi anni vissuti quasi in apnea tra i corridoi del presidio stabiese.
Le criticità
Dal Covid in poi, il pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo – che già per numero di accessi era secondo solo al Cardarelli di Napoli in Campania – ha dovuto garantire assistenza a centinaia di persone al giorno, provenienti anche dall’area vesuviana. Quasi quotidianamente si è registrato quindi un affollamento nel reparto dove cronicamente si registrava carenza di personale medico e infermieristico. E non sono mancati, purtroppo, momenti di tensione per le lunghe attese di chi accedeva al pronto soccorso.
La svolta
Un caos che a breve potrebbe terminare, migliorando così sia la tempestività dell’assistenza garantita ai pazienti, che la qualità del personale medico e infermieristico del polo ospedaliero di Castellammare. Resta tuttavia in sospeso la discussione relativa al potenziamento dell’assistenza sanitaria sul territorio.
L’assistenza limitata
Per dirne una all’ospedale San Leonardo nonostante l’impegno della politica, soprattutto negli anni scorsi, non è mai stata attivata l’emodinamica, a differenza di quanto accaduto a Boscotrecase. La soluzione sarebbe dovuta essere la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero sulla collina del Solaro, dove fino a un decennio fa sorgevano le Terme di Stabia.
I lavori bloccati
Un’opera annunciata dalla Regione Campania, con tanto di cerimonia per l’apertura del cantiere. Ma i lavori si sono fermati appena pochi giorni dopo e tutt’ora quell’area resta abbandonata da mesi. Sulla vicenda del nuovo ospedale di Castellammare di Stabia, che avrebbe visto un investimento di circa 200 milioni di euro, è calato il silenzio.
Il progetto da rivedere
Spifferi da Palazzo Farnese raccontano di una valutazione in corso da parte dell’Asl Napoli 3 Sud, che potrebbe portare a un ridimensionamento del progetto iniziale. Ma il tema non è stato ancora affrontato dal punto di vista politico. Va ricordato che fu proprio la Regione Campania ad intervenire su sollecitazione del Comune di Castellammare di Stabia nel 2022, acquisendo l’area per una cifra vicina ai 13 milioni di euro.
Il trasferimento del San Leonardo
Di fatto la proprietà dell’intero complesso è ora della Regione, che a quanto pare resta intenzionata a dislocare il San Leonardo sulla collina del Solaro, ma con tutta probabilità con le stesse funzioni che ha oggi. Una scelta che stride sicuramente con l’iniziale progetto di realizzare un grande presidio che potesse rappresentare il riferimento per tutta l’area stabiese.
La questione politica
A dirla tutta, il tema non riguarda tanto l’assistenza che sarà garantita, ma a questo punto dislocata su più strutture del territorio, quanto la scelta politica di sacrificare un’area di pregio come quella della collina del Solaro per creare un clone dell’ospedale San Leonardo. Tema che oggi sembra fuori dall’agenda politica, anche per via dell’attesa sulle decisioni del Consiglio dei Ministri, a seguito del lavoro svolto dalla commissione d’accesso.

