Voto a Pompei, Giuseppe Tortora: «Noi siamo la vera discontinuità»
Giuseppe Tortora, ex consigliere comunale, ex assessore e ex consigliere provinciale. In campo con sette liste per la città di…
Il cuore di Pompei diventa sempre più affollato di camici bianchi, mentre le aree periferiche rischiano di restare scoperte come quelle della farmacia. È questo il quadro che emerge dalla recente Revisione Biennale della Pianta Organica delle Farmacie (anno 2026), approvata dalla giunta comunale di Pompei lo scorso 15 aprile.
La delibera
Un provvedimento che non si limita a una semplice ricognizione burocratica, ma che ridisegna i confini del servizio sanitario sul territorio favorendo di fatto un paradosso: l’eccessiva concentrazione di esercizi nel raggio di poche centinaia di metri. Secondo quanto emerso nelle analisi tecniche e nei recenti contenziosi amministrativi, la distribuzione farmaceutica a Pompei sta vivendo uno squilibrio marcato.
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Farmacie al centro
Ben 5 delle 7 farmacie esistenti si trovano attualmente concentrate in un raggio di appena 500 metri, gravitando quasi esclusivamente intorno al centro cittadino. Questa situazione lascia le aree periferiche e suburbane prive di presidi sanitari fondamentali, tradendo il principio di “equa distribuzione” previsto dalla legge. Nemmeno l’ultima delibera approvata dal Comune riesce a mettere un argine a questa deriva, anzi paradossalmente rischia di potenziare il servizio nelle zone già a maggiore afflusso, come l’area del Parco Archeologico e del Santuario.
Il caso della “Sede 8”
Il dibattito sulla nuova geografia delle farmacie è stato infiammato dal caso della “Sede 8”, legata alla Farmacia Agorà s.r.l.. La vicenda è nata da una discrepanza tra le descrizioni testuali delle strade e le planimetrie storiche. Per anni si è discusso se via Tenente Ravallese appartenesse alla storica “Zona B” o alla nuova zona di assegnazione.
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Le cartografie modificate
Le sentenze del TAR Campania e del Consiglio di Stato hanno fatto luce su un “caos cartografico”: una planimetria utilizzata dal Comune per autorizzare l’apertura in via Ravallese è risultata priva di timbri ufficiali e difforme da quella originale del 2012 depositata presso l’Ordine dei Farmacisti. In quest’ultima, la strada risultava chiaramente al centro della zona di una farmacia già esistente e non in una zona di nuova istituzione.
Il rischio contenziosi
Una vicenda che ha dato vita anche a un contenzioso che rischia di vedere il Comune, e quindi i cittadini di Pompei, costretti a pagare i danni. Per sanare i conflitti e ottemperare alle sentenze giudiziarie, il Comune ha approvato una nuova delimitazione territoriale, modificando di nuovo la piantina originale.
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Gli errori continui
Nonostante i tentativi passati di espansione, il numero totale delle farmacie è fissato a 7, basato sulla popolazione residente di circa 23.916 unità. Ogni sede – secondo quanto stabilito dal Comune – dovrà servire un bacino ottimale di circa 3.417 residenti. Ma la piantina è stata ridisegnata su base stradario Google Maps e almeno apparentemente non riesce ad evitare nuove sovrapposizioni tra i gestori e soprattutto non risolve il problema di una periferia che resta ancor più scoperta di presidi fondamentali.
Il problema irrisolto
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione, guidata dal sindaco facente funzione Andreina Esposito, è quello di garantire una maggiore accessibilità al servizio, cercando di invertire la tendenza che vede le periferie sempre più distanti dai presidi sanitari di prossimità. Ma almeno a giudicare dai punti di vendita concentrati in un raggio di poche centinaia di metri, questo obiettivo rischia di restare un’utopia e generare nuovi contenziosi.