Salute: La cannabis aumenta di 6 volte il rischio d’infarto e fino al 40% il rischio di ictus
CRONACA
8 maggio 2026

Salute: La cannabis aumenta di 6 volte il rischio d’infarto e fino al 40% il rischio di ictus

Anche la cannabis aumenterebbe il rischio d'infarto fino a 6 volte e di ictus fino al 40%. L'allarme dei cardiologi: «Possibile malattia cardiovascolare da sostanze d'abuso»
Serena Uvale

Secondo i cardiologi anche l’uso di cannabis aumenterebbe i rischi di infarto e ictus. È quanto emerso dal 57° Congresso Nazionale di Cardiologia dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), in corso a Rimini.

Come spiega Domenico Gabrielli, presidente della Fondazione per il Tuo Cuore e direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Camillo di Roma: «L’impatto dell’uso di sostanze sulle patologie cardiovascolari rappresenta un problema clinico reale, sottostimato e ancora insufficientemente indagato. Le sostanze d’abuso possono incidere direttamente sulla comparsa e sull’evoluzione delle malattie cardiovascolari, modificandone caratteristiche cliniche e prognosi»

Secondo i cardiologi, il consumo di cannabis aumenterebbe di sei volte il rischio di infarto del miocardio e fino al 40% quello di ictus, non si tratta di un rischio che corrono soltanto i consumatori abituali o i soggetti fragili, ma anche un uso occasionale può essere sufficiente a scatenare eventi acuti, perfino in giovani apparentemente sani. Ovviamente in questo contesto, alcol e tabacco, incrementano il rischio di complicanze acute.

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Tra i segnali da non sottovalutare ci sono dolore toracico, palpitazioni, mancanza di respiro e perdita di coscienza, Gabrielli ricorda che in presenza di questi sintomi è fondamentale, pensare a salvaguardare la propria salute e chiedere prontamente aiuto medico. Dal congresso arriva anche un richiamo alla prevenzione e all’educazione dei più giovani con il progetto “Cuore e Droghe. Un cuore per amico“. L’iniziativa rivolta alle scuole ha l’obiettivo di far riconoscere ai giovani il ruolo delle sostanze d’abuso nelle malattie cardiovascolari.   Francesco Ciccirillo, cardiologo della Asl Lecce e coordinatore nazionale del progetto ricorda inoltre il ruolo fondamentale dei medici di medicina generale e dei servizi per le dipendenze, chiamati a riconoscere precocemente i segnali di rischio e indirizzare i pazienti verso percorsi di riabilitazione multidisciplinari.