Casandrino: operata a Napoli, il chirurgo dimentica le forbici nell’addome
MALASANITA'
9 maggio 2026
MALASANITA'

Casandrino: operata a Napoli, il chirurgo dimentica le forbici nell’addome

La 53enne operata in una clinica privata, sarà assistita dalla Fondazione Caliendo
Andrea Ripa

Si era sottoposta a un intervento di addominoplastica convinta di poter migliorare il proprio stato fisico, ma per mesi ha convissuto inconsapevolmente con un paio di forbici chirurgiche dimenticate nell’addome. È la vicenda denunciata da una donna di 53 anni, nata a Casandrino e residente in provincia di Piacenza, che ha deciso di rivolgersi alla Polizia di Stato per raccontare quanto accaduto dopo un’operazione eseguita il 25 ottobre 2025 in una clinica privata di Napoli.

Dopo le dimissioni, la donna aveva raggiunto l’abitazione dei genitori nel Napoletano, ma già nelle ore successive all’intervento aveva iniziato ad accusare forti dolori addominali, malori e persino episodi di perdita di coscienza. Preoccupata per il peggioramento delle sue condizioni, aveva contattato il 118, ricevendo dai sanitari il consiglio di sottoporsi immediatamente a ricovero ospedaliero. La 53enne, però, aveva deciso inizialmente di rivolgersi direttamente al chirurgo che l’aveva operata. Secondo quanto riferito nella denuncia, il medico avrebbe minimizzato i sintomi, attribuendoli a normali conseguenze post-operatorie. Dopo averle prescritto alcune analisi, dalle quali sarebbe emersa un’infezione, le era stata indicata una terapia antibiotica.

Napoli, emergenza sanità negli istituti penitenziari

Napoli, emergenza sanità negli istituti penitenziari

Sottoscritto il Protocollo di collaborazione tra la Procura Generale di Napoli, l’ASL Napoli 1 Centro e l’AFMAL ASP, centrale il…

Nonostante la cura, però, i dolori non si sono attenuati. A quel punto il medico curante della donna ha deciso di approfondire la situazione prescrivendo una Tac. L’esame diagnostico, effettuato il 7 maggio scorso in un centro diagnostico napoletano, ha rivelato un’inquietante verità: nell’addome della paziente era presente un oggetto metallico, poi identificato come una forbice chirurgica. Secondo il racconto contenuto nella denuncia, la dottoressa del centro diagnostico avrebbe contattato direttamente il chirurgo che aveva eseguito l’operazione, invece di indirizzare immediatamente la donna al pronto soccorso. Il medico avrebbe quindi proposto un nuovo intervento per rimuovere lo strumento, da effettuarsi nella stessa clinica dove era stata operata la prima volta.

Caos Sanità in Campania, contestato un maxi danno erariale a 4 ex direttori Asl

Caos Sanità in Campania, contestato un maxi danno erariale a 4 ex direttori Asl

Supera gli 880mila euro il presunto danno erariale contestato a quattro ex direttori generali di Aziende sanitarie della Campania. Sono…

La donna, tuttavia, avrebbe rifiutato categoricamente questa ipotesi, scegliendo invece di affidarsi all’ospedale Fatebenefratelli per la rimozione della forbice. Nella denuncia si fa inoltre riferimento a ripetuti contatti da parte della moglie del chirurgo, che avrebbe cercato di convincerla a tornare nella clinica privata per il secondo intervento. Assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, la 53enne riceverà supporto anche dalla fondazione dedicata al piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Nei prossimi giorni la donna sarà sottoposta all’intervento chirurgico necessario per l’asportazione dello strumento dimenticato nell’addome. Il legale ha inoltre annunciato una possibile integrazione della denuncia in relazione al comportamento adottato dalla dipendente del centro diagnostico che ha eseguito la Tac. Sulla vicenda potrebbero ora aprirsi ulteriori approfondimenti investigativi e sanitari.