Caso Sonrisa, ricorso in Cassazione per la revisione del processo
Dopo la notifica dell’ordinanza di sgombero, la partita giudiziaria sul futuro del Castello delle Cerimonie entra in una fase decisiva.…
Caso Sonrisa, cala il sipario sul castello delle cerimonie, la struttura ricettiva di Sant’Antonio Abate divenuta famosa a livello nazionale per i matrimoni napoletani. Il Tribunale Amministrativo della Campania ha confermato la revoca delle licenze all’attività. Sentenza che ha fatto scattare la delibera comunale, firmata dalla sindaca Ilaria Abagnale, che ordina lo sgombero del complesso ristorativo che dovrà essere abbandonato entro e non oltre 60 giorni.
Caso Sonrisa, ricorso in Cassazione per la revisione del processo
Dopo la notifica dell’ordinanza di sgombero, la partita giudiziaria sul futuro del Castello delle Cerimonie entra in una fase decisiva.…
Se questo obbligo non verrà ottemperato verrà eseguito lo “sfratto” coatto. Da questa mattina, di fatti, dovranno cessare le attività all’interno della struttura. La vicenda è sorta nel 2024 quando la Corte Cassazione aveva rigettato i ricorsi dei componenti della famiglia Polese (i gestori della struttura) per il processo messo in piedi dalla Procura di Torre Annunziata per il reato di lottizzazione abusiva.
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Da quella pronuncia, da cui è scaturita anche la confisca della Sonrisa, è scoppiato il contenzioso tra i Polese, il comune di Sant’Antonio Abate e le sentenze dei tribunali. L’ultima è stata pronunciata nella serata di ieri. “In seguito alla pronuncia dei giudici della Settima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, da oggi diventa definitiva la revoca delle licenze per le attività alberghiera e di ristorazione del Grand Hotel La Sonrisa da parte del Comune di Sant’Antonio Abate.
#SONRISA Dopo la sentenza della corte di Cassazione
Ne consegue che, da domani, le attività debbano cessare”, si legge in una nota diffusa dalla sindaca di Sant’Antonio Abate. “Contestualmente – ha spiegato Ilaria Abagnale – in seguito alla prima ordinanza di sgombero per i soli tre immobili ad uso abitativo emessa il 29 aprile scorso, oggi gli uffici comunali hanno emesso la seconda ordinanza di sgombero per quanto riguarda anche la parte commerciale del complesso immobiliare, già di proprietà del Comune di Sant’Antonio Abate. Si tratta di due provvedimenti che rientrano nella normale presa di possesso dell’intero compendio assegnato all’Ente comunale in seguito ad una sentenza definitiva per lottizzazione abusiva che ha stabilito l’acquisizione di tutti gli immobili e i terreni che ricadono in quella area.
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Nel frattempo – conclude Ilaria Abagnale – come già avvenuto nei giorni scorsi, prosegue l’interlocuzione con il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha già istituito un tavolo apposito per la gestione di tutta la fase di acquisizione dei beni immobiliari”.
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Va ricordato che sono ancora pendenti diversi ricorsi alla sentenza passata in giudicato per lottizzazione abusiva. Il prossimo luglio sarà discusso in cassazione il ricorso presentato dall’avvocato Dario Vannetiello per la revisione del processo. Un’istanza, che si fonda su 8 “nuove prove”, che è stata però già rigettata dalla Corte d’Appello di Roma.
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Un altro ricorso è invece stato presentato alla Corte Europea e sarà discusso nei prossimi mesi. Intanto restano con il fiato sospeso almeno 150 lavoratori, tra camerieri, chef e manutentori operanti nel complesso alberghiero. Speranze, quelle di proseguire a lavorare nella Sonrisa, quelle dei dipendenti, ormai ridotte al lumicino. Come affermato dalla sindaca Ilaria Abagnale da questa mattina dovrà cessare l’attività