Sippic: licenziamento per 18 lavoratori di Capri e Anacapri
LAVORO
12 maggio 2026
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Sippic: licenziamento per 18 lavoratori di Capri e Anacapri

La società che gestisce il servizio di produzione, trasporto e distribuzione dell'energia elettrica
Andrea Ripa

Si apre una nuova vertenza sul fronte occupazionale in Campania. La Sippic, società che gestisce il servizio di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia elettrica sull’isola di Capri, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 18 dipendenti su un organico complessivo di 42 lavoratori. Una decisione che ha immediatamente acceso lo scontro con i sindacati di categoria, pronti a chiedere il ritiro del provvedimento.

A denunciare la situazione sono le segreterie regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Campania. Parlano di un “pesante ridimensionamento occupazionale” destinato ad avere conseguenze non solo sui lavoratori coinvolti e sulle rispettive famiglie, ma sull’intero sistema dei servizi dell’isola.

La Sippic, storica società che garantisce il servizio elettrico a Capri anche attraverso il sistema di backup collegato a Terna, rappresenta infatti un presidio strategico per il territorio. Proprio per questo i sindacati lanciano l’allarme sulle possibili ripercussioni che i tagli al personale potrebbero avere sulla qualità, sulla sicurezza e sulla continuità della distribuzione dell’energia elettrica, considerata essenziale per residenti, imprese e attività turistiche.

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Secondo le organizzazioni sindacali, la procedura sarebbe stata avviata senza un reale confronto con i rappresentanti dei lavoratori e senza valutare soluzioni alternative ai licenziamenti. “Non può essere considerata una semplice riorganizzazione aziendale”, spiegano Cgil, Cisl e Uil, che accusano la società di scaricare il peso delle proprie scelte direttamente sui dipendenti. Da qui la richiesta immediata di sospendere la procedura e di aprire un tavolo urgente con azienda e istituzioni per cercare soluzioni condivise. I sindacati chiedono garanzie precise sia sul mantenimento dei livelli occupazionali sia sulla continuità del servizio elettrico sull’isola.

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Nel comunicato unitario viene rivolto un appello alle istituzioni locali e regionali affinché intervengano rapidamente per scongiurare una crisi che rischia di avere effetti pesanti sul tessuto economico e sociale di Capri. Chiamati in causa i Comuni di Capri e Anacapri, la Regione Campania e la Prefettura di Napoli. “Non è accettabile che quasi metà dell’organico venga cancellata senza un piano condiviso e senza valutare soluzioni alternative”, scrivono le sigle sindacali, sottolineando come la vertenza non riguardi soltanto i posti di lavoro ma anche un servizio pubblico fondamentale per l’intera comunità isolana. Intanto cresce la preoccupazione tra i lavoratori e le loro famiglie, mentre i sindacati annunciano mobilitazioni e iniziative a tutela dell’occupazione e della sicurezza del servizio elettrico sull’isola azzurra.