Torre Annunziata, respinto il ricorso per Amoruso: il boss del clan Gionta resta in carcere
Il boss del clan Gionta, Gaetano Amoruso, resta detenuto: la Cassazione ha respinto il ricorso contro la misura cautelare. La…
Pizzo, usura, droga, armi, agguati, minacce di morte nel nome dell’Antistato di Torre Annunziata: il clan Gionta. È iniziato al tribunale di Napoli l’ultimo maxi processo messo in piedi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sulla cosca dei «Valentini». Un procedimento che si terrà con il rito abbreviato e che vede alla sbarra 19 imputati, tra questi la moglie del padrino Valentino Gionta, Gemma Donnarumma, un ras ancora latitante e due collaboratori di giustizia.
Torre Annunziata, respinto il ricorso per Amoruso: il boss del clan Gionta resta in carcere
Il boss del clan Gionta, Gaetano Amoruso, resta detenuto: la Cassazione ha respinto il ricorso contro la misura cautelare. La…
Per la metà della prossima settimana è in programma la requisitoria della pm Valentina Sincero, il magistrato che ha montato l’inchiesta che ha decapitato con un maxi blitz lo scorso luglio la cupola dei Gionta che aveva la sua roccaforte a Palazzo Fienga, l’edificio nel cuore del rione del Quadrilatero delle Carceri in via di demolizione. Ed è proprio in quelle stanze dell’edificio che fino alla scorsa estate i soldati della cosca si riunivano, nascondevano carichi di droga e l’arsenale del clan e soprattutto seguivano le direttive di «Donna Gemma».
Scarcerato l'esattore del clan Gionta a Torre Annunziata
È tornato in libertà Mariano La Rocca, presunto esattore del clan Gionta arrestato durante il maxi-blitz del 15 luglio nell’operazione…
Lady camorra, attualmente reclusa nel carcere di Messina, secondo il castello accusatorio dell’Antimafia avrebbe avuto un ruolo di vertice assoluto all’interno del clan Gionta sin dal giorno della sua scarcerazione avvenuta nel 2023. Tra le pagine dell’informativa i carabinieri hanno documentato come la sola presenza della donna incutesse terrore non solo alle vittime della camorra ma anche la «devozione» assoluta degli affiliati nei suoi confronti. Una donna, oggi 72enne, disposta a tutto pur di mantenere l’egemonia del clan Gionta sul territorio di Torre Annunziata e nei comuni limitrofi.
L'asse Torre Annunziata-Castellammare: killer in prestito tra clan Gionta e D’Alessandro
Torre Annunziata. Scambio di killer tra clan Gionta e D'Alessandro: le rivelazioni dei pentiti aprono nuovi scenari sugli omicidi del…
Secondo l’Antimafia Donnarumma convocava sino alla sua abitazione tutti gli imprenditori vittime di estorsione arrivando a costringerli ad assumere persone da lei indicate. Dal punto di vista criminale per la Dda è la vera «mente» dell’organizzazione criminale, capace di stringere accordi con altri clan del territorio — i Gallo-Cavalieri, i Limelli-Vangone e i D’Alessandro di Castellammare — e di fungere da «trade union» tra tutti gli affiliati sia all’interno che all’esterno delle carceri, organizzando i summit per programmare le strategie criminali con gli altri boss dei Gionta come Gaetano Amoruso. Tutto purché sul territorio si sentisse ancora il nome di suo marito, Valentino Gionta, recluso al 41 bis da ormai 30 anni.
Spallata al clan Gionta a Torre Annunziata, il sindaco Cuccurullo: «Lo Stato non arretra»
"L'azione della procura della Repubblica di Napoli, della Dda e del comando dei carabinieri è la dimostrazione che lo Stato…
Da quanto ricostruito nell’inchiesta i Valentini, dopo l’arresto eccellente di Giuseppe Carpentieri, sarebbero suddivisi in due gruppi criminali che operavano in stretta collaborazione. Il primo composto proprio da Gemma Donnarumma, il fratello Enrico, Gaetano Amoruso, Rosario Amedeo Mas, mentre il secondo da Alfredo Savino, Carmine Mariano Savino, Fabiano Tammaro, Raffaele Uliano, Giancarlo De Angelis, Salvatore Buonocore e Pasquale Romito. Quest’ultimo è stato catturato un paio di mesi fa dopo sei mesi di latitanza.
Il pentito del clan Gionta fa marcia indietro in aula: «Non voglio più collaborare con la giustizia»
«Non voglio più collaborare con la giustizia, ho detto solo bugie». Ha dell’incredibile il dietrofront in aula del pentito Pietro…
Fu trovato a pochi passi da Palazzo Fienga dove si nascondeva nella casa di un insospettabile. Gli inquirenti nella caccia all’uomo si sono avvalsi della collaborazione dei due pentiti e coimputati al processo, Salvatore Buonocore e Giancarlo De Angelis. E’ invece ancora latitante Carmine Mariano Savino, uomo di spicco del clan, incaricato di deliberare e pianificare agguati armati contro rivali e dissidenti interni all’organizzazione criminale. Tutte accuse che il collegio difensivo composto dai legali Antonio de Martino, Giuseppe de Luca, Antonio Iorio, Maria Palmieri, Roberto Cuomo, proverà a smontare.
Gaetano Amoruso, Raimondo Bonfini Giancarlo De Angelis, Alfredo della Grotta, Enrico Donnarumma, Gemma Donnarumma, Salvatore Ferraro, Michele Guarro, Rosario Amedeo Mas, Salvaotore Palumbo, Pasquale Romito, Alfredo Savino, Carmine Marian Savino, Massimo Savino, Fabiano Tammaro, Raffaele Uiliano,Michele Mas,Luigi Di Martino, Salvatore Buonocore.