Bus Stabia-Gragnano, lettera a Fico: «Così ci tradisci»
LA PROTESTA
18 maggio 2026
LA PROTESTA

Bus Stabia-Gragnano, lettera a Fico: «Così ci tradisci»

Progetto per il tram-treno accantonato, la protesta degli storici
Tiziano Valle

Un binario morto lungo poco più di quattro chilometri, che invece di diventare il simbolo della transizione ecologica e del rilancio turistico rischia di trasformarsi nell’ennesimo monumento allo spreco e alle promesse elettorali tradite. La denuncia arriva da Giuseppe Di Massa, presidente del Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari, che ha indirizzato una durissima lettera aperta al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e al vicepresidente con delega ai Trasporti, Mario Casillo.

 

La riconversione

Al centro della contestazione c’è il brusco cambio di rotta sulla tratta ferroviaria Gragnano-Castellammare di Stabia-Torre Annunziata. Un progetto che sembrava ormai blindato: superate le forche caudine della burocrazia, inserito nei piani di mobilità regionali, con un finanziamento di circa 30 milioni di euro già disponibile, la cessione dei binari da Trenitalia all’EAV e una gara d’appalto già espletata per trasformare la linea in una moderna tranvia veloce.

 

Le modifiche contestate

Poi, il cambio di scenario politico all’indomani delle elezioni regionali. Secondo quanto denunciato da Di Massa, i vertici della Commissione Trasporti avrebbero deciso di “dirottare” i 30 milioni di euro verso il potenziamento di altri nodi della provincia, proponendo per Gragnano una soluzione al ribasso: l’eliminazione dei binari e l’introduzione di un bus elettrico sulla stessa sede stradale. «Chi impedirà ad automobilisti e ciclisti di immettersi su quel tracciato di soli 4 km, creando intasamenti e rallentamenti?», contesta Di Massa. «Mentre in tutto il mondo e nel Nord Europa si sostituisce il trasporto su gomma con la rotaia, investendo sui moderni sistemi di “treno-tram”, da noi si decide di fare marcia indietro. E la cosa più grave è che queste intenzioni sono state palesate solo a urne chiuse».

 

Lo scippo a Gragnano

Per il territorio dei Lattari non si tratta del primo “scippo”. La memoria storica del comprensorio torna al 2010 quando la giunta Caldoro revocò i 12 milioni di euro di fondi europei (più 2,5 regionali stanziati dalla precedente giunta Bassolino) già destinati al restauro dello storico Monastero di San Nicola dei Miri. All’epoca la scusa fu un’interdittiva antimafia che colpì la ditta appaltatrice: anziché scorrere la graduatoria, le istituzioni preferirono bloccare tutto. Una beffa che oggi rischia di ripetersi identica sui binari della Gragnano-Castellammare, la cui chiusura fu decretata originariamente nel 2010 dall’allora assessore Vetrella su pressione della giunta comunale stabiese dell’epoca.

 

La proposta degli storici

La nota di Di Massa non è però solo una protesta, ma si fa proposta concreta, illustrata recentemente anche in audizione alla Consulta sulla Mobilità in Regione. L’idea poggia su un vecchio progetto del Comitato per gli Scavi di Stabia (fondato nel 1950 dal preside Libero D’Orsi): trasformare le linee esistenti in una “Metropolitana dell’Arte”. Un unico grande itinerario su ferro capace di collegare: i Campi Flegrei, il MANN di Napoli e il Museo Ferroviario di Pietrarsa; le Ville del Miglio d’Oro e gli Scavi di Ercolano e Pompei; gli Scavi e il Museo Archeologico di Stabia, fino alla Necropoli di Madonna delle Grazie a Santa Maria la Carità; il polo enogastronomico d’eccellenza di Gragnano e le vie d’accesso marittime per Capri e Ischia. A questo si aggiungerebbe il recupero della tratta Rovigliano-Cantieri Navali, da servire con treni d’epoca collegati a un maxi-parcheggio di scambio alla Foce del Sarno, per permettere l’accesso sostenibile ai 4 chilometri di spiaggia stabiese e il rilancio delle Antiche Terme.

 

La sfida a Fico

«Lei mi dirà che sono solo fantasticherie di un sognatore», conclude Di Massa rivolgendosi al Governatore, «ma la vita senza sogni, che vita sarebbe?». Resta da vedere se Palazzo Santa Lucia deciderà di svegliarsi dal torpore burocratico o se preferirà condannare un intero territorio all’ennesima occasione mancata.