Pimonte, pubblicata la mappa dei sentieri naturali
Pimonte punta tutto sul turismo. Dopo la presentazione del cartellone di eventi 2026, l’amministrazione comunale ha realizzato la “Mappa degli…
Il Comune di Pimonte ha ufficialmente trasmesso alla Regione Campania le proprie osservazioni al preliminare del nuovo Piano Paesaggistico Regionale, aprendo una fase che l’amministrazione definisce “fondamentale per il futuro del territorio dei Monti Lattari”.
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Un documento articolato, costruito attraverso un importante lavoro condiviso tra amministrazione comunale, uffici tecnici, professionisti e associazioni del territorio, che affronta in maniera diretta uno dei nodi storici dell’urbanistica locale: le rigidità del vecchio Piano Urbanistico Territoriale dell’Area Sorrentino-Amalfitana, il cosiddetto PUT, risalente agli anni ’80 ma fondato su impostazioni pianificatorie ormai vecchie di oltre mezzo secolo.
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“La scelta politica del Comune è stata chiara anche sul piano istituzionale – afferma il sindaco Francesco Somma – pur non essendovi alcun obbligo normativo, l’amministrazione ha deciso di formalizzare le osservazioni attraverso una delibera di giunta comunale e di pubblicare integralmente tutta la documentazione sull’albo pretorio, scegliendo ancora una volta la strada della massima trasparenza verso cittadini e professionisti. Il cuore delle osservazioni – continua – riguarda proprio la necessità di superare una pianificazione ritenuta oggi non più coerente con la realtà dei territori dei Monti Lattari”.
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Secondo il Comune, molte delle attuali norme del PUT continuano infatti a “ingessare” l’urbanistica comunale, imponendo vincoli e limitazioni pensati in un contesto storico completamente diverso da quello attuale. L’amministrazione chiarisce però un concetto ritenuto fondamentale: chiedere una revisione delle norme non significa voler compromettere il paesaggio o “stuprare il territorio”. “Al contrario – afferma Alberto Grosso, assessore all’Urbanistica – l’obiettivo dichiarato è quello di costruire regole moderne, equilibrate e compatibili con le normative attuali in materia di rigenerazione urbana, efficientamento energetico, sicurezza sismica, tutela ambientale e sviluppo sostenibile.
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La tutela del paesaggio — continua — non può tradursi in immobilismo assoluto. I territori devono poter vivere, migliorarsi e mettere in sicurezza il patrimonio edilizio esistente, senza essere schiacciati da norme ormai desuete”. Nel documento trasmesso alla Regione vengono evidenziate numerose criticità dell’attuale impianto urbanistico: dalla sovrapposizione dei vincoli alla rigidità delle perimetrazioni, fino all’impossibilità, in molti casi, di realizzare opere pubbliche, parcheggi, adeguamenti viari o interventi di riqualificazione anche in aree già urbanizzate da decenni.
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Particolare attenzione viene posta alle cosiddette “zone territoriali” del PUT — come le zone 1B, 2, 4, 8 e 11 — che secondo il Comune necessitano di una revisione profonda e aggiornata allo stato reale dei luoghi. L’idea sostenuta dall’amministrazione è quella di differenziare realmente le aree di alto pregio naturalistico dagli ambiti ormai consolidati e urbanizzati, consentendo in questi ultimi maggiori possibilità di intervento e rigenerazione.