Torre Annunziata. Incubo nuove cisterne, riparte la battaglia
Trasparenza su porto, cisterne e bonifica dell’arenile: ambiente, salute e futuro della costa al centro delle richieste del comitato Salera. La riqualificazione del porto di Torre Annunziata e il destino della spiaggia della Salera tornano al centro del dibattito pubblico. Con una nota, il Comitato Salera interviene sulla Conferenza di servizi decisoria convocata dal Comune per l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alla “Riqualificazione e recupero delle aree portuali”, chiedendo di essere invitato a partecipare ai lavori in qualità di portatore di interessi diffusi.
L’incubo di nuove cisterne
Il Comitato contesta quella che definisce «l’esclusione ingiustificata» e sollecita un coinvolgimento immediato, ritenendo necessario garantire ai cittadini piena conoscenza delle decisioni che riguardano un’area strategica della città. Al centro della richiesta vi è anche il tema delle cisterne nel porto. Dopo la smentita del sindaco dimissionario Corrado Cuccurullo rispetto alla notizia di un presunto provvedimento firmato per consentire nuove installazioni, il Comitato chiede al responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Luigi Gaglione, «di illustrare al Comitato e quindi ai cittadini il progetto di riqualificazione aree portuali» e di chiarire la posizione della società Ludoil Energia, subentrata a Isecold Spa, rispetto a un possibile ampliamento del deposito di idrocarburi.
Il voto in consiglio
Una prospettiva che, secondo quanto riportato nella nota, «potrebbe determinare un deposito di Classe 1 per liquidi di Categoria A con serbatoi fuori terra», destinati a sostanze altamente infiammabili. Pur rilevando l’uso del condizionale da parte della società, il Comitato sottolinea come ciò «non tolga la preoccupazione dei cittadini», ma anzi «accresca preoccupazione e dissenso verso tale progetto». Nel documento viene richiamato anche il precedente del 20 gennaio 2021, quando il Comitato Salera partecipò al Consiglio comunale monotematico sul caso “Cisterne”, concluso con un voto unanime contrario a qualsiasi ipotesi di ampliamento del sito di idrocarburi.
La richiesta del Comitato
Una posizione che, secondo il Comitato, resta ancora oggi un punto fermo nella tutela del territorio. La nota ricorda inoltre le iniziative già portate avanti negli anni contro Isecold: azioni legali, manifestazioni pubbliche, interrogazioni parlamentari ed esposti alla Procura. «Allo stesso modo faremo con Ludoil, se vorrà espandersi», si legge nel comunicato. La mobilitazione del Comitato Salera nasce nel 2018 con l’obiettivo di difendere l’intera fascia costiera che dal porto di Torre Annunziata arriva fino a Rovigliano, un tratto definito «dotato di un paesaggio naturale spettacolare ma lasciato all’abbandono per tantissimi anni».
La bonifica fantasma
In questo quadro si inserisce anche la questione della bonifica della spiaggia della Salera. Nonostante un finanziamento regionale da 2 milioni e 700 mila euro destinato alla rimozione di migliaia di tonnellate di rifiuti sversati abusivamente nel corso di oltre quarant’anni, i lavori risultano ancora fermi. Una situazione che il Comitato definisce «inaccettabile», chiedendo che «i lavori per la tutela della spiaggia Salera e dell’ambiente circostante vengano ultimati» e che si proceda con «ulteriori indagini ambientali propedeutiche per una bonifica totale dell’area e la sua rifunzionalizzazione».
La difesa dell’ambiente
La presidente Pina Valente ribadisce così la linea del Comitato: «L’epoca dell’inquinamento ambientale è finita, ora è giunto il momento di tutelare l’ambiente ed il paesaggio, la nostra salute e quello delle nostre famiglie». Un messaggio netto che rilancia il confronto sul futuro della costa oplontina tra sviluppo del porto, tutela ambientale e sicurezza del territorio.

