Tragedia a Casoria, SIAAIC: “troppa disinformazione sulle allergie severe”
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18 maggio 2026
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Tragedia a Casoria, SIAAIC: “troppa disinformazione sulle allergie severe”

Si pensava ad una semplice intolleranza, il sedicenne era allergico alla proteina del latte.
Maria Imparato

Ancora poca l’informazione sulle allergie severe e le differenze con i casi di intolleranza, falsati i dati sui decessi accertati.  Arriva l’appello del Presidente SIAAIC: “Ancora troppa disinformazione sulle allergie severe. In Italia non esiste un Registro nazionale sulle anafilassi”

 

Il caso

“L’allergia alle proteine del latte scatena reazioni immunitarie immediate e violente come lo shock anafilattico, che può uccidere. L’intolleranza al lattosio, uno zucchero del latte, invece, non ha esiti fatali”  Si torna a fare chiarezza sul caso della morte di un ragazzo di 16 anni a Casoria, in provincia di Napoli. Allergico alle proteine del latte, il giovane sarebbe morto dopo aver consumato un cono gelato.

La tragedia si consuma a poco più di un mese da un caso analogo, una studentessa di 15 anni, anche lei allergica alle proteine del latte, è morta per shock anafilattico dopo aver consumato un panino in un ristorante ad Ostia.

Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (SIAAIC) e direttore della Uoc medicina interna dell’azienda sanitaria di Salerno, mette in luce l’eccessiva disinformazione sulle allergie severe: “Questa nuova tragedia riaccende i riflettori sulla fragilità di un sistema che sconta ancora troppa disinformazione sulle allergie severe e sulla crucialità dell’uso tempestivo dell’adrenalina. L’intolleranza causa malessere generale, dolore addominale o vomito, ma non esiti infausti. L’allergia scatena l’anafilassi, un collasso dell’apparato cardiovascolare che impedisce al sangue di raggiungere organi vitali come cuore e cervello”

 

Disinformazione e stime incerte

A preoccupare il presidente SIAAIC è anche la gestione dell’emergenza negli attimi immediatamente successivi al malore. Dalle ricostruzioni sulla tragedia che si è consumata a Casoria emerge un tentativo disperato di somministrare del cortisone al giovane, in attesa dell’arrivo del 118. Un approccio che in realtà potrebbe rivelarsi non sufficiente, spiega Patella: “Il cortisone ha tempi di azione troppo lenti per un’anafilassi acuta. Ciò che un paziente allergico deve sempre portare con sé è l’adrenalina auto-iniettabile. È un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso.”

I decessi in Italia per shock anafilattico costituiscono un caso preoccupante, se ne registrano mediamente tra i 40 e i 60, più della metà dei casi per allergie alimentari. Una stima falsata per difetto, poiché molti episodi potrebbero essere catalogate nelle morti per arresto cardiocircolatorio nei pronto soccorso.

Alla luce dell’assenza di dati esatti, il presidente SIAAIC lancia un importante appello “In Italia non esiste un Registro nazionale sulle anafilassi. È auspicabile, come suggerito dalle associazioni dei pazienti, tra queste Federasma, che sia gestito direttamente dall’Istituto superiore di sanità (ISS) con il coinvolgimento delle società scientifiche degli allergologi”