Castellammare| Una centrale di monitoraggio abusiva in un bene confiscato al clan
Il blitz
22 maggio 2026
Il blitz

Castellammare| Una centrale di monitoraggio abusiva in un bene confiscato al clan

La scoperta della Polizia Municipale in un locale confiscato alla criminalità organizzata. L’impianto occulto serviva a monitorare via Santa Caterina e Piazza Orologio. Indaga la Procura.
Michele De Feo

Nel cuore di Santa Caterina, tra i vicoli stretti del centro antico di Castellammare di Stabia, qualcuno aveva rimesso in piedi una centrale di controllo del territorio. Non una semplice rete abusiva di videosorveglianza, ma un vero sistema clandestino capace di monitorare in tempo reale movimenti, ingressi e soprattutto l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Il tutto all’interno di un locale commerciale confiscato alla criminalità organizzata, forzato e trasformato in una sala operativa nascosta nel ventre di uno dei rioni bunker della camorra. È la scoperta fatta dalla Polizia Municipale stabiese durante una serie di verifiche sugli immobili sottratti alle cosche egemoni del territorio.

Castellammare, controlli a Santa Caterina: perquisita la casa del boss Di Somma

Castellammare, controlli a Santa Caterina: perquisita la casa del boss Di Somma

Raffica di perquisizioni al rione di Santa Caterina al centro Antico, arrestato un pusher, controlli anche all’abitazione del boss Raffaele…

Gli agenti, coordinati dal colonnello Francesco Del Gaudio e dal tenente Sepe, hanno individuato l’impianto abusivo nel corso di un sopralluogo finalizzato ad accertare eventuali occupazioni illegittime. Dietro una saracinesca apparentemente anonima, gli investigatori si sono trovati davanti a una centrale di monitoraggio collegata a diverse microcamere occultate tra via Santa Caterina e Piazza Orologio. Una rete invisibile che controllava il quartiere dall’alto e dagli angoli ciechi del centro storico.

Castellammare, blitz al rione Santa Caterina: smantellata un’altra piazza di spaccio

Castellammare, blitz al rione Santa Caterina: smantellata un'altra piazza di spaccio

Un nuovo colpo al traffico di droga nel cuore del centro antico di Castellammare di Stabia. Ieri pomeriggio la Polizia…

Secondo le prime ipotesi investigative, il sistema sarebbe servito proprio a sorvegliare il territorio e a segnalare eventuali movimenti sospetti o blitz delle forze dell’ordine. Una modalità operativa che richiama da vicino i metodi storicamente utilizzati dalle organizzazioni criminali per presidiare le proprie roccaforti. E Santa Caterina, da questo punto di vista, rappresenta uno dei rioni simbolo della geografia criminale stabiese. Il quartiere è infatti considerato da anni la storica roccaforte del gruppo dei Di Somma, organizzazione cresciuta all’ombra del clan D’Alessandro e che negli ultimi anni, secondo le più recenti indagini della Direzione distrettuale antimafia, avrebbe conquistato margini di autonomia sempre più ampi nella gestione degli affari illeciti del centro antico.

Castellammare, l’assedio dello Stato al rione-bunker: raffica di perquisizioni a Santa Caterina

Castellammare, l'assedio dello Stato al rione-bunker: raffica di perquisizioni a Santa Caterina

Raffica di perquisizioni nel rione di Santa Caterina, nel cuore del centro antico di Castellammare di Stabia, storica roccaforte del…

Proprio nelle ultime settimane polizia e carabinieri hanno intensificato controlli e perquisizioni tra i vicoli del rione bunker, passando al setaccio ruderi, case abbandonate e immobili fatiscenti alla ricerca di armi e depositi di droga. Un’attività investigativa nata dal sospetto che il quartiere stia vivendo una nuova fase di espansione criminale, alimentata soprattutto dal traffico di cocaina e crack.

Delitto Tommasino, il boss D’Alessandro sfida il killer pentito: confronto in aula

Delitto Tommasino, il boss D'Alessandro sfida il killer pentito: confronto in aula

Il boss irriducibile Vincenzo D’Alessandro è pronto a rompere il silenzio 17 anni dopo l’omicidio di Gino Tommasino, il delitto…

Il bilancio delle recenti operazioni ha già portato all’arresto di un 27enne trovato con oltre 400 dosi di crack nella sua abitazione. Ma gli investigatori sono convinti che attorno al gruppo ruoti una rete molto più ampia di soggetti incaricati di supportare le attività del clan: custodi di droga, vedette e giovani utilizzati per il controllo logistico del territorio. In questo contesto si inserisce la scoperta della centrale abusiva di videosorveglianza.

Mani sugli appalti, chiuso il processo ai D’Alessandro: la «mafia di Castellammare»

Mani sugli appalti, chiuso il processo ai D'Alessandro: la «mafia di Castellammare»

Alla sbarra quattro boss dei D’Alessandro e i fedelissimi L’Antimafia ha chiesto condanne per un secolo di carcere

Un elemento che, secondo gli inquirenti, confermerebbe come il controllo del quartiere resti un aspetto strategico per gli equilibri criminali del centro antico. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Scientifica della Polizia di Stato, che ha eseguito i rilievi tecnici e collaborato alle operazioni di repertazione. L’intero impianto è stato sequestrato e disattivato. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo d’indagine per individuare gli autori dell’installazione e chiarire chi utilizzasse concretamente il sistema di monitoraggio clandestino. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se dietro la centrale vi sia un’organizzazione strutturata o se l’impianto fosse nella disponibilità di gruppi criminali attivi nel rione.