Castellammare | Omicidio Fontana, il boss Imparato fa scena muta di fronte al gip
Ucciso e rincorso fuori al tribunale di Torre Annunziata, il complice del killer fa scena muta di fronte al gip. Giovanni Imparato, 62 anni, assistito dall’avvocato Francesco Schettino, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia.
L’uomo è finito in manette due giorni fa con l’accusa di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dal metodo camorristico. Secondo l’accusa avrebbe accompagnato il killer Catello Martino sul luogo dove si è consumato il delitto di Alfonso Fontana.
Ieri sono stati interrogati dal gip anche gli altri tre arrestati nel corso del blitz dei carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata. Emanuele Raffone, 24 anni, Vincenzo Avella, 22 anni, e Alessandro Fontana, 24 anni (fratello di Alfonso) assistiti dai legali Roberto Attanasio, Giovanna Romano e Aldo Apuzzo, sono accusati di porto abusivo di arma da fuoco. Secondo la Dda stavano preparando una vendetta contro i sicari di Alfonso Fontana.
Avella si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre Raffone e Fontana hanno provato a dare la loro versione dei fatti. Al termine degli interrogatori il gip Rosaria Maria Aufieri ha convalidato gli arresti.

