Campania, liste d’attesa: dati Agenas tra miglioramenti e ritardi
SANITÀ
29 maggio 2026
SANITÀ

Campania, liste d’attesa: dati Agenas tra miglioramenti e ritardi

Nuova piattaforma nazionale su 65 milioni di prenotazioni. Migliorano i tempi di attesa, ma restano criticità e differenze tra Regioni.
Rita Inflorato

La gestione delle liste d’attesa sanitarie in Italia si inserisce nel contesto della nuova Piattaforma Nazionale di Agenas. Tra gennaio 2025 e aprile 2026 sono state analizzate 65 milioni di prenotazioni tra pubblico e privato accreditato.

Nel complesso, il sistema mostra segnali di miglioramento. Le prime visite rispettano i tempi nel 78,7% dei casi, contro il 76,1% precedente. Gli esami diagnostici arrivano all’84,7%, rispetto all’83% iniziale. Il progresso riguarda 16 Regioni su 21.

Criticità strutturali ancora presenti

Nonostante i miglioramenti, restano differenze tra territori. L’uso dei codici di priorità nelle prescrizioni non è sempre uniforme. Circa il 20% degli appuntamenti non viene confermato nei tempi previsti.

In alcune realtà si registrano ritardi nel primo contatto con il CUP. Inoltre, solo il 50,3% delle prime visite e il 54,4% degli esami si trasforma in una prenotazione effettiva.

La situazione della Campania

In questo quadro, la Campania presenta alcuni elementi rilevanti. L’80,1% delle prescrizioni è classificato con priorità “P” entro 120 giorni. Si tratta di una delle quote più alte a livello nazionale.

Questo dato può indicare una possibile disomogeneità nell’attribuzione delle priorità cliniche. Come in altre regioni, non tutte le prescrizioni si trasformano in prenotazioni effettive. Questo incide sulla valutazione reale del fabbisogno di prestazioni.

Il sistema nazionale delle liste d’attesa mostra un miglioramento generale dei tempi di risposta. Ma restano criticità organizzative e differenze territoriali. La Campania rientra in questo scenario, con particolare attenzione all’appropriatezza delle prescrizioni e alla capacità di presa in carico delle richieste.