Elezioni a Pompei, i «big» del voto: la vecchia guardia blinda il consiglio comunale
AMMINISTRATIVE 2026
29 maggio 2026
AMMINISTRATIVE 2026

Elezioni a Pompei, i «big» del voto: la vecchia guardia blinda il consiglio comunale

Testa a testa tra Tortora e Alfano al primo turno, ma la partita si gioca anche nei numeri dei candidati: centinaia di preferenze concentrate in particolare sulla componente storica del consiglio comunale.
Vincenzo Lamberti

Il voto a Pompei restituisce una fotografia netta: non solo un testa a testa tra coalizioni, ma soprattutto una sfida tra «signori del consenso» capaci di spostare da soli gli equilibri. Il primo turno, con Giuseppe Tortora al 44,79% e Salvatore Alfano al 43,67%, conferma un equilibrio politico serrato. Ma è nella distribuzione delle preferenze che si misura davvero la forza delle rispettive aree. Con la «vecchia guardia» a fare la voce grossa.

I candidati di Tortora. Nel campo di Tortora, i consensi si concentrano in particolare su alcune figure che superano ampiamente le centinaia di voti. Il riferimento assoluto è Marino Veglia. Che con 657 preferenze in Insieme per il Futuro guida la coalizione. Seguito da Domenico Vigilia con 316 e Michele Troianiello con 282.

Nello stesso perimetro si collocano anche Luisa De Angelis (456), Gianfranco Benincasa (443) e Italo Solimeno (292). A cui si aggiunge il blocco civico dell’ex sindaco Ferdinando Uliano (351), Gerardo Conforti (165) e Attilio Malafronte (158). Chiudono la fascia alta Raffaele De Gennaro (326), Stefano De Martino (262) e Alberto Robetti (326). Che rappresentano uno dei bacini più solidi dell’area civica.

I candidati di Alfano. Sul fronte opposto, la coalizione di Alfano mostra una distribuzione altrettanto concentrata ma con un picco ancora più evidente. Il leader assoluto è Giuseppe La Marca, presidente del consiglio comunale in carica, che con 843 preferenze in Patto per Pompei domina la scena elettorale. Alle sue spalle si colloca Luigi Lo Sapio con 651 voti in Programma Democratico. Seguito da Sabrina D’Amora (455) e Raffaele Scala (414), che consolidano il blocco principale della coalizione.

Nel perimetro civico e territoriale dell’area Alfano emergono poi la sindaca facente funzione Andreina Esposito con 426 preferenze in Nuova Pompei, Mario Estatico con 433 in Viviamo Pompei, e l’assessore Vincenzo Mazzetti con 347 nei Cristiano Democratici. A completare la struttura dei consensi ci sono Vincenzo Vitiello (262) e Carmine Massaro (289). Che rafforzano il peso delle liste civiche nella coalizione.

Le coalizioni. Il confronto tra i due schieramenti evidenzia quindi una dinamica speculare: da un lato la coalizione di Tortora si regge su una pluralità di bacini medio-alti distribuiti tra più liste, dall’altro l’area Alfano presenta picchi più elevati ma anche una forte concentrazione su pochi candidati trainanti. In entrambi i casi, però, il dato politico è lo stesso: il voto è profondamente personalizzato.

La «personalizzazione» del consenso. Il risultato complessivo consegna così un quadro in cui le coalizioni funzionano come contenitori di reti consolidate, mentre la vera partita si gioca sui singoli nomi. Una struttura che conferma la centralità della vecchia guardia, ancora decisiva nella costruzione degli equilibri locali e nella definizione della futura rappresentanza in consiglio comunale. Nel complesso, la campagna elettorale sembra aver rafforzato più i leader interni che le identità di lista, consolidando un sistema politico basato su fedeltà personali e radicamenti territoriali difficili da scalfire.