Pompei al ballottaggio, la coalizione di Alfano supera il 50%. All’orizzonte rischio ingovernabilità
Non è stato soltanto uno scrutinio lungo e combattuto. A Pompei il vero protagonista delle amministrative è stato il voto…
Nel duello che infiamma la corsa a Palazzo De Fusco, c’è un convitato di pietra che pesa più dei numeri stessi del ballottaggio. È Claudio D’Alessio, fermatosi all’11,54% al primo turno ma oggi titolare di un bacino elettorale che potrebbe risultare determinante nella sfida all’ultimo voto tra Giuseppe Tortora (44,79%) e Salvatore Alfano (43,67%).
Pompei al ballottaggio, la coalizione di Alfano supera il 50%. All’orizzonte rischio ingovernabilità
Non è stato soltanto uno scrutinio lungo e combattuto. A Pompei il vero protagonista delle amministrative è stato il voto…
Una partita apertissima, segnata da appena poco più di un punto percentuale di distanza tra i due contendenti e da un confronto politico sempre più acceso sui temi della discontinuità amministrativa, della novità politica e della futura governabilità della città. In questo scenario, ogni consenso può fare la differenza. E proprio per questo, nelle ultime ore, si erano moltiplicate indiscrezioni e voci su possibili accordi o apparentamenti tra D’Alessio e uno dei due candidati rimasti in corsa.
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A mettere fine alle ipotesi è stato lo stesso ex candidato sindaco con una presa di posizione netta e senza margini di interpretazione. «Desidero smentire con assoluta fermezza le voci che si stanno diffondendo in queste ore su presunti apparentamenti o accordi politici con altri candidati sindaco. Si tratta di notizie false e prive di qualsiasi fondamento. – ha spiegato D’Alessio – Non ho sottoscritto alcuna alleanza della mia coalizione, né politica né elettorale, con le forze che prenderanno parte al secondo turno. Abbiamo condotto una campagna elettorale seria, autonoma e trasparente e continueremo a mantenere questa linea con responsabilità e coerenza. Continueremo a lavorare nell’interesse della città, con spirito costruttivo e nel rispetto del mandato politico ricevuto».
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Parole che certificano la scelta della coalizione guidata da D’Alessio di non schierarsi ufficialmente nella sfida tra Tortora e Alfano, lasciando ai propri elettori piena libertà di valutazione in vista del voto decisivo. Una posizione di autonomia che, se da un lato esclude accordi formali, dall’altro rende ancora più interessante l’analisi dei flussi elettorali da qui al ballottaggio. L’11,54% raccolto da D’Alessio rappresenta infatti una quota significativa dell’elettorato pompeiano e potrebbe rivelarsi decisiva per determinare il prossimo sindaco. Senza indicazioni di voto e senza apparentamenti, la battaglia tra Tortora e Alfano si annuncia ancora più incerta, in un clima politico già particolarmente teso e caratterizzato da uno scontro frontale tra due diverse visioni amministrative della città.
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La scelta di D’Alessio, dunque, non modifica gli equilibri attraverso accordi politici, ma contribuisce a rendere il ballottaggio una sfida ancora più aperta, nella quale saranno gli elettori, e non le alleanze, a scrivere l’ultima parola. Da qui al giorno del voto, dunque, l’attenzione degli osservatori politici sarà inevitabilmente concentrata sul comportamento dell’elettorato che al primo turno ha scelto D’Alessio. Una parte di questi consensi potrebbe orientarsi verso uno dei due candidati rimasti in corsa, mentre un’altra potrebbe scegliere anche di astenersi.