Castellammare. Via libera ai B&b nella stazione Terme
LA SENTENZA
31 Maggio 2026
LA SENTENZA

Castellammare. Via libera ai B&b nella stazione Terme

Il Consiglio di Stato dà ragione alla società Blue Sea
Tiziano Valle

La lunghissima querelle burocratica e giudiziaria per la trasformazione della storica stazione dismessa di Castellammare Terme in B&B e locali commerciali segna un punto di svolta definitivo. Il Consiglio di Stato ha annullato senza rinvio la precedente decisione del Tar Campania, dichiarando improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il primo ricorso del 2019 presentato dalla società Blue Sea s.r.l..

 

Via libera alla società

Una decisione tecnica che, di fatto, certifica il via libera al progetto di trasformazione commerciale e turistica della struttura di via Acton, firmata negli anni ‘40 dal celebre architetto Marcello Canino. La vicenda ha inizio nella lontana estate del 2019. La Blue Sea s.r.l., holding privata che ha rilevato in locazione il complesso immobiliare dall’Ente Autonomo Volturno (Eav), presenta una serie di segnalazioni edilizie (Scia e Cila) per rimettere a nuovo l’immobile – abbandonato da oltre vent’anni – e trasformarlo in un polo ricettivo con pub, ristoranti e case vacanze.

 

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Il muro del Comune

Il Comune di Castellammare di Stabia, tuttavia, alza subito un muro invalicabile ordinando lo stop ai lavori. Le motivazioni dell’ente comunale erano principalmente tre: il presunto aggravio del carico urbanistico dovuto al cambio di destinazione d’uso (da pubblico/ferroviario a commerciale/terziario); il superamento dei limiti di “superficie utile lorda” previsti dal Piano Urbanistico Territoriale (PUT) per le attività terziarie; l’assenza della preventiva autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, necessaria per un edificio storico con più di settant’anni di vita.

 

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Il doppio ricorso

Mentre il primo ricorso al Tar contro i divieti comunali faceva il suo corso (approdando poi a una sentenza di rigetto a fine 2023), lo scenario reale era già profondamente cambiato. A seguito di un tavolo tecnico svoltosi a fine 2019, l’amministrazione comunale aveva ammesso che le criticità sarebbero state superabili se l’istanza fosse stata presentata direttamente dal soggetto pubblico proprietario del bene. Di conseguenza, il 3 dicembre 2019, EAV e Blue Sea hanno depositato congiuntamente una seconda e nuova Scia, stavolta munita dell’agognato via libera della Soprintendenza.

 

Il Comune non fa ricorso

Nonostante un ulteriore tentativo del Comune di annullare in autotutela anche questa seconda pratica nel 2021, il TAR Campania (con la sentenza del 2022, mai impugnata durante la gestione commissariale di Palazzo Farnese) aveva dato ragione ai privati e a Eav, blindando l’efficacia del nuovo progetto. I giudici di Palazzo Spada, presieduti da Vincenzo Lopilato (consigliere estensore Giuseppe Rotondo), hanno preso atto di questo “pasticcio” cronologico e procedurale. Poiché l’assetto degli interessi tra le parti è stato ridefinito e superato con la seconda Scia del dicembre 2019 – la cui validità è ormai indiscutibile e definitiva – il primo ricorso del 2019 ha perso qualsiasi utilità pratica per la società ricorrente.

 

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La sentenza definitiva

Per questo motivo, il Consiglio di Stato ha annullato la vecchia sentenza del Tar del 2023 (che aveva ignorato i fatti nuovi) e ha dichiarato il ricorso originario del tutto improcedibile. Per l’ex stazione di Castellammare Terme, dunque, si chiude l’era delle carte bollate: il destino commerciale e turistico della struttura è ormai tracciato.