B&b nell’ex stazione Circum di Castellammare: Regione, Comune e M5s alleati contro il progetto
IL CASO
1 giugno 2026
IL CASO

B&b nell’ex stazione Circum di Castellammare: Regione, Comune e M5s alleati contro il progetto

Dall'assessore Mario Casillo alla battaglia dei grillini in parlamento. Nette le parole del sindaco Luigi VIcinanza
Tiziano Valle

La sentenza del Consiglio di Stato che apre la strada alla realizzazione di un B&B nell’ex stazione Castellammare Terme della Circumvesuviana non chiude la partita. Al contrario, riaccende il dibattito politico sul destino di uno degli immobili più simbolici del sistema ferroviario stabiese e rilancia una domanda che da anni divide istituzioni e cittadini: quell’edificio deve diventare una struttura ricettiva oppure tornare a svolgere una funzione legata al trasporto pubblico? Dopo la pronuncia dei giudici amministrativi, da Regione Campania, Comune di Castellammare e Movimento 5 Stelle arriva un messaggio sostanzialmente convergente: la sentenza va rispettata, ma il futuro dell’ex stazione non può essere deciso soltanto nelle aule giudiziarie.

A tracciare la linea della Regione è il vicepresidente e assessore ai Trasporti Mario Casillo. Pur sottolineando che la decisione del Consiglio di Stato riguarda un profilo procedurale di una vicenda che si trascina dal 2019, Casillo invita a non perdere di vista il nodo centrale.

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«L’ex stazione Castellammare Terme è un bene ferroviario e come tale va valutato anzitutto in funzione del trasporto pubblico», afferma l’assessore, annunciando una lettura approfondita delle motivazioni della sentenza prima di qualsiasi valutazione politica. Per Casillo resta infatti aperta una questione di fondo: il destino di una infrastruttura nata come stazione ferroviaria e inserita in un contesto che la Regione intende rilanciare attraverso il potenziamento del trasporto su ferro di Eav. Un ragionamento che, secondo il vicepresidente della giunta regionale, deve necessariamente includere anche il futuro dell’area di via Acton.

Ancora più netta la posizione del sindaco Luigi Vicinanza. Il primo cittadino ricorda come il Consiglio comunale, per ben due volte nel corso dell’attuale consiliatura, abbia approvato ordini del giorno con cui si chiede a Eav il ripristino dell’impianto ferroviario, considerato strategico sia per i lavoratori di Fincantieri sia per il rilancio del centro antico. «L’amministrazione comunale da me guidata dice no al B&B», afferma senza mezzi termini Vicinanza, evidenziando come la vicenda sia nata nel 2019 in un contesto politico completamente diverso e chiamando in causa Regione ed Eav affinché impediscano che un bene pubblico venga destinato a funzioni estranee al trasporto collettivo.

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Per il sindaco, dopo anni di degrado e abbandono, la priorità resta restituire alla città un’infrastruttura utile alla mobilità. Sulla stessa linea si colloca il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo consiliare Alessandro Langellotti definisce la sentenza «un passaggio importante» ma non decisivo, sostenendo che il dibattito sul futuro della stazione sia ancora tutto aperto. Langellotti accoglie con favore le dichiarazioni di Casillo e richiama il lavoro svolto negli ultimi anni dall’onorevole Gaetano Amato, che ha più volte portato la questione all’attenzione della Regione chiedendo di non archiviare l’ipotesi della riapertura.

Il capogruppo pentastellato ricorda inoltre una mozione, da lui presentata e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale oltre un anno fa, che impegnava l’amministrazione a sostenere il potenziamento del trasporto ferroviario cittadino e il recupero delle stazioni dismesse, compresa Castellammare Terme.

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Al di là delle diverse sfumature politiche, il messaggio che emerge dalle tre prese di posizione è chiaro: il pronunciamento del Consiglio di Stato non viene considerato la parola fine sulla vicenda. Regione, Comune e Movimento 5 Stelle ritengono che il valore strategico della ex stazione debba essere valutato all’interno di una più ampia visione di mobilità sostenibile, rilancio del waterfront e sviluppo turistico della città. La battaglia per Castellammare Terme, insomma, è tutt’altro che conclusa. Se sul piano giudiziario la strada per il B&B appare oggi più libera, sul piano politico continua a prendere corpo un fronte che punta a riportare i treni laddove, per decenni, hanno rappresentato uno dei principali collegamenti tra il centro cittadino e il resto del territorio vesuviano.