Energia, bonus di 200 euro agli operai Fincantieri
Un intervento concreto per tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori e sostenere le famiglie in una fase macroeconomica complessa. Fincantieri…
C’è una sottile linea rossa che collega i tavoli negoziali di Bruxelles alle banchine del golfo di Napoli, passando per i destini industriali della Liguria e della Campania. È la linea dei finanziamenti europei alla Difesa, oggi al centro di un acceso dibattito continentale ma con ricadute immediate, concrete e tangibili sui territori.
Il timore dei sindacati
L’allarme, sollevato con forza dai sindacati di categoria – in prima fila la UILM Liguria –, accende i riflettori sullo storico cantiere Fincantieri di Castellammare di Stabia, dove l’incertezza legata alle risorse del programma europeo SAFE (Security Action For Europe) rischia di congelare un piano di rilancio faticosamente avviato. Al centro della contesa c’è il futuro occupazionale di quasi 1.500 persone tra lavoratori diretti e dell’indotto e la realizzazione della terza unità del programma LSS (Logistic Support Ship) della classe “Vulcano”.
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Un intervento concreto per tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori e sostenere le famiglie in una fase macroeconomica complessa. Fincantieri…
La nave Vulcano
Una commessa militare di grandi dimensioni che per il cantiere stabiese non rappresenta una semplice commessa fra le tante, ma il presupposto fondamentale per consolidarsi come centro autonomo di produzione e consegna di navi. Il meccanismo europeo Safe è nato per dare stabilità e continuità ai programmi industriali strategici e di difesa comune a livello europeo. Fincantieri, colosso nazionale della cantieristica, ha programmato e pianificato i propri investimenti di lungo periodo basandosi proprio sulla certezza di questi impegni pubblici, già preventivati nei documenti di finanza pubblica.
La politica fa dietrofront?
Tuttavia, l’attuale dibattito politico sull’effettivo utilizzo e sulla flessibilità di queste risorse sta generando forte apprensione tra le maestranze. Dopo la concentrazione nei cantieri liguri di gran parte degli altri programmi militari di punta della Marina Militare – dalle Fremm ai PPA e PPX –, a Castellammare è stata destinata la continuità delle unità di supporto logistico. Lo stop o il rimodulamento dei fondi SAFE potrebbe colpire direttamente la produzione della terza LSS, interrompendo bruscamente i carichi di lavoro faticosamente pianificati.
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I livelli occupazionali
Per comprendere la portata sociale della questione, è sufficiente guardare ai numeri. A Castellammare di Stabia la cantieristica è carne viva del tessuto sociale: tra dipendenti diretti del Gruppo e lavoratori delle ditte dell’indotto si sfiorano i 1.500 occupati. Se per la Liguria il sostegno agli stabilimenti ad alta tecnologia rappresenta la difesa di un presidio strategico consolidato, per il Mezzogiorno e la Campania la conferma della terza unità militare è una trincea contro la deindustrializzazione.
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Il futuro a rischio
La perdita di continuità nei programmi industriali non significherebbe solo cassaintegrazione o tagli occupazionali nell’immediato, ma minerebbe l’intero ecosistema di competenze, ricerca, innovazione e subfornitura che gravita attorno al cantiere stabiese. L’auspicio dei sindacati e delle comunità locali è rivolto alle istituzioni europee, nazionali e territoriali affinché accompagnino con “coerenza e visione” gli impegni già assunti. Rivedere ex post i finanziamenti o i piani di spesa pubblica significherebbe colpire la credibilità dell’intero sistema Paese e condannare aree industriali strategiche come Castellammare di Stabia all’instabilità.