Anche il Comune di Sarno sciolto per infiltrazioni della camorra
Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Sarno per presunte infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata.…
Si attendono le motivazioni del provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri sullo scioglimento per infiltrazione malavitosa del consiglio comunale di Sarno: di certo c’è che la relazione della commissione di indagine arrivata in Comune dopo il blitz su usura ed estorsione che lo scorso anno aveva portato a diverse misure cautelari e indagati a piede libero, ha appurato situazioni critiche e insanabili all’interno della macchina comunale.
Il secondo scioglimento
Un provvedimento che riporta l’Ente di Palazzo San Francesco sotto gestione commissariale a distanza di 33 anni dal precedente scioglimento avvenuto a giugno 1993. La Commissione d’accesso nominata dal prefetto di Salerno aveva inizialmente tre mesi di tempo, poi prorogati fino al 15 marzo scorso, a causa della complessità degli accertamenti. Le verifiche hanno riguardato atti amministrativi, procedure urbanistiche, appalti, affidamenti, concessioni e l’intera attività dell’ente, con l’obiettivo di accertare eventuali collegamenti tra amministrazione e contesti riconducibili alla criminalità.
Anche il Comune di Sarno sciolto per infiltrazioni della camorra
Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Sarno per presunte infiltrazioni e condizionamenti della criminalità organizzata.…
L’incarico che scotta
Lo scioglimento segna la fine dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Squillante, eletto nel giugno del 2024 dopo la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa di Giuseppe Canfora. Sotto la lente d’ingrandimento era finito l’incarico all’avvocata Rubina Pignataro. La professionista era componente del Nucleo di valutazione, che avrebbe dovuto ricoprire fino al 2027.
L’inchiesta dell’Antimafia
La decisione del sindaco di rimuoverla era arrivata in seguito agli sviluppi giudiziari che, nel marzo 2025, hanno visto la professionista al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza e di un’indagine, coordinata dalla Procura Antimafia di Salerno, che hanno portato all’emissione di una misura interdittiva di nove mesi nei confronti della Pignataro, moglie di Massimo Graziano, ritenuto a capo delle attività illecite, già condannato nel 2013 per associazione mafiosa e ritenuto vicino all’omonimo clan camorristico attivo nella Valle del Lauro (Avellino).
Sarno | Comune sciolto per camorra, il sindaco: «Difenderemo la dignità della città»
Dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Comune di Sarno per presunte infiltrazioni e condizionamenti della criminalità…
Le accuse
Secondo l’accusa, l’avvocato Pignataro avrebbe avuto «un ruolo chiave nella gestione di denaro proveniente da attività illecite, con l’ipotesi di reato di riciclaggio». A seguito degli sviluppi investigativi, il sindaco ne aveva disposto l’immediata revoca dell’incarico, richiamando nel decreto «la necessità di tutelare l’interesse pubblico, garantire il regolare funzionamento del Nucleo di valutazione e preservare l’immagine e la credibilità dell’ente». Un incarico che ha portato a sollevare mille polemiche, portando il caso in Parlamento.
Le reazioni politiche
Intanto, mentre la minoranza sostiene che la vicenda apre una «ferita profonda per la città e ora bisogna difendere l’onorabilità e la dignità dei sarnesi perbene», l’ex sindaco ha detto di voler attendere di conoscere le motivazioni di tale determinazione, certo «di poter rappresentare, nelle sedi opportune, la verità del lavoro svolto con lealtà, onestà chiarezza in questi anni». E ancora: «Abbiamo sempre collaborato con le forze dell’ordine e con tutte le istituzioni preposte alla tutela della legalità. Il Comune è stato un palazzo di vetro: trasparente, aperto ai cittadini, improntato alla correttezza amministrativa e al rispetto delle regole».