Elezioni a Pompei, Tortora e Alfano al rush finale: la sfida nei quartieri
La sfida per Pompei si gioca anche lontano dal centro cittadino. Tra strade e periferie, Giuseppe Tortora e Salvatore Alfano…
I numeri della rilevazione delle ore 19 fotografano una realtà inequivocabile: le urne dei dieci comuni campani chiamati al ballottaggio per l’elezione del sindaco restano semivuote. Se la mattinata aveva già lasciato intravedere una forte freddezza da parte dell’elettorato, il dato del tardo pomeriggio certifica un vero e proprio crollo verticale dell’affluenza.
L’astensionismo vince
Il trend negativo accomuna, senza eccezioni, tutte le comunità coinvolte in questa seconda e decisiva tornata elettorale.L’astensionismo vince ovunque, segnando un solco profondissimo rispetto a quindici giorni fa. Ad Angri la percentuale dei votanti si ferma a un magro 29,48%, ben lontano dal 42,5% registrato alla stessa ora nel primo turno. Non va meglio a Campagna, dove ha votato il 28,98% degli aventi diritto rispetto al precedente 37,75%, e a Casalnuovo, che scivola al 28,79% dopo aver toccato il 38,57% due settimane fa.
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Cava de’ Tirreni è maglia nera
Il disinteresse dei cittadini si fa ancora più marcato in centri nevralgici come Cava de’ Tirreni, dove si registra appena il 25,8% (contro il 34,06% di metà maggio). Crolli pesantissimi si registrano anche a Frattamaggiore, che passa dal 43,47% a un debole 31,9%, e soprattutto ad Ottaviano, che subisce una delle flessioni più vistose della giornata: dal 42,11% del primo turno si è passati a un esiguo 25,88%.
Giù pure Pompei e Sorrento
La linea del forte calo non risparmia l’area vesuviana e la costiera. A Pompei i votanti alle 19 sono il 32,36% (erano il 43,06% quindici giorni fa), mentre Somma Vesuviana si attesta al 26,76% rispetto al 38,66% precedente. Maglia nera per la partecipazione a San Nicola La Strada, dove si è recato alle urne appena il 23,84% degli elettori, contro il 36,55% del primo turno. Infine Sorrento, che pur partendo da cifre già contenute, cala ulteriormente fermandosi al 26,27% rispetto al 31,11% di due settimane fa.
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Aumenta la sfiducia
I dati provvisori delle 19 delineano un quadro di forte distacco tra la cittadinanza e la contesa politica locale. Restano da valutare i dati definitivi alla chiusura dei seggi, ma la tendenza sembra ormai tracciata: chiunque vincerà dovrà fare i conti con una legittimità politica indebolita da una partecipazione ai minimi storici.