Gragnano, presentato il programma della festa della ciliegia |IL VIDEO
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Il Borgo di Castello si è acceso come non mai nel weekend del 6 e 7 giugno, trasformandosi in un dedalo di luci, profumi e suoni che hanno avvolto la 29ª Festa della Ciliegia. Oltre 5mila persone hanno attraversato vicoli e piazzette, tra stand gastronomici, spettacoli e installazioni artistiche, in una due giorni che ha riportato al centro la ciliegia non solo come prodotto simbolo, ma come identità viva della comunità. Fin dal sabato sera l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni. Il taglio del nastro ha dato il via a un flusso continuo di pubblico che ha riempito il borgo fino a tarda notte.
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Le coreografie della Starshine Ballet Academy hanno aperto la scena tra applausi e telefoni alzati, mentre il ballo “Impronte Mediterranee” della Kethane Dance ha trasformato la piazza in un mosaico di movimenti e colori. Poi la musica degli Allerija ha fatto il resto: il borgo è diventato un’unica grande piazza cantata, con la gente stretta sotto le luci calde della sera.
La ciliegia di Castello
La domenica ha cambiato ritmo, ma non intensità. Più lenta, più popolare, più “di terra”. Le dimostrazioni dell’impilatura delle ciliegie hanno attirato curiosi e famiglie, riportando al centro gesti antichi che parlano di fatica, precisione e memoria contadina. Intorno, il borgo si muoveva tra odori di cucina tradizionale, voci, bambini in corsa e gruppi di visitatori che scoprivano ogni angolo allestito per l’occasione.
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Uno dei momenti più suggestivi è stato quello dedicato alla musica popolare: le tammorre di Vincenzo Romano, “il cantore pellegrino”, e di Laura Paolillo hanno fatto vibrare le pietre del borgo, riportando Gragnano a un Sud ancestrale, fatto di ritmi antichi e partecipazione collettiva. La gente ha ballato spontaneamente, formando cerchi improvvisati tra i vicoli, in un clima di festa diffusa e senza barriere.

Il borgo di Castello
Grande partecipazione anche per le aree gastronomiche, dove l’Associazione Panuozzo di Gragnano ha registrato un continuo via vai di visitatori tra profumi di forno e proposte legate alla tradizione locale.
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Lunghe file anche per le degustazioni della ciliegia, protagonista assoluta dell’evento, proposta in versioni dolci, fresche e reinterpretate. Non solo cibo e musica, ma anche arte e memoria. Le opere esposte dall’associazione Noveartè e dagli artisti locali hanno trasformato il borgo in una galleria diffusa a cielo aperto. Particolarmente toccante la raccolta di pastelli del compianto Luigi Gentile, omaggio delicato alla ciliegia e al paesaggio gragnanese, che ha attirato visitatori in silenzio quasi reverenziale.
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Determinante il lavoro delle associazioni del territorio – I Custodi del Borgo, il Centro Giovani Santa Caterina e l’Associazione Commercianti – che hanno contribuito a mantenere vivo il flusso della festa, insieme al servizio navetta che ha collegato senza sosta Piazza San Leone al Borgo di Castello, facilitando l’arrivo di migliaia di persone. A fine serata, tra le ultime luci che si spegnevano lentamente sui vicoli, restava la sensazione di un evento pienamente riuscito. “Un’edizione che ha superato ogni aspettativa”, il commento diffuso dagli organizzatori della Pro Loco, mentre il sindaco Nello D’Auria ha parlato di “una festa che racconta Gragnano meglio di qualsiasi parola: comunità, identità e capacità di fare rete”.