Castellammare. Base Popolare: «Serve una svolta per il porto»
POLITICA
12 giugno 2026
POLITICA

Castellammare. Base Popolare: «Serve una svolta per il porto»

La civica chiede di salvaguardare Fincantieri e operatori turistici
Tiziano Valle

Il futuro della cantieristica e lo sviluppo dello scalo stabiese non possono più restare ostaggio di protocolli d’intesa infruttuosi, ritardi burocratici e finanziamenti perduti. Con una nota ufficiale, il gruppo politico Base Popolare Democratici e Progressisti lancia un forte monito istituzionale e raccoglie il grido d’allarme sollevato dai sindacati di categoria all’indomani dell’incontro romano sul nuovo piano industriale di Fincantieri. Al centro della presa di posizione c’è la netta denuncia di un’assenza cronica di visione organica, che negli anni ha generato una profonda incertezza tra le maestranze, i cittadini e l’intero comparto economico locale.

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L’appello a Fincantieri, Regione e Governo

Secondo i Democratici e Progressisti, gli attuali strumenti di pianificazione (dal Piano Strategico al Piano Regolatore Portuale) parlano chiaro: le prospettive di Fincantieri indicano la necessità di espandere le attività cantieristiche anche oltre gli attuali spazi operativi. Un potenziamento che, tuttavia, sbatte contro l’immobilismo degli enti sovracomunali.”Fincantieri, Autorità Portuale e Regione Campania non possono continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità”, si legge nella nota del gruppo. “Chiediamo al Governo nazionale di garantire procedure speciali e risorse adeguate per sostenere un progetto strategico capace di valorizzare il porto in tutte le sue funzioni: cantieristica, trasporto passeggeri e diportismo”.

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Il nodo del Porto Antico: “Nessuna incompatibilità”

Il movimento politico interviene a gamba tesa su un dibattito che da mesi spacca la città, bollandolo come un falso dilemma: l’idea che la sopravvivenza del cantiere navale debba necessariamente decretare la morte delle attività del Porto Antico. Al contrario, la nota sottolinea la perfetta compatibilità tra le due anime dello scalo stabiese, a patto che si abbandonino soluzioni improvvisate o prive di reali fondamenti urbanistici. L’obiettivo deve essere la nascita di un modello di sviluppo integrato che tuteli l’industria pesante senza sacrificare la vocazione commerciale e turistica del waterfront.

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La richiesta di un tavolo comunale urgente

Per uscire dall’impasse, Base Popolare Democratici e Progressisti chiede un cambio di passo immediato all’amministrazione comunale, sollecitando il sindaco a pretendere una svolta concreta ai tavoli istituzionali e a farsi promotore di una proposta unitaria per la città. Il gruppo propone un cronoprogramma immediato: convocazione rapida dell’incontro romano già richiesto a gran voce dalle organizzazioni sindacali; l’istituzione urgente di un tavolo di concertazione al Comune che riunisca tutti gli operatori portuali per siglare un grande “Accordo per la Cantieristica e le Attività Portuali”. La sfida per Castellammare è ora quella di presentarsi davanti a Governo e Autorità di Sistema con una sola voce, blindando i livelli occupazionali e trasformando il porto nel principale motore economico dell’intera area stabiese.