Emergenza sangue a Napoli, al Cardarelli appello per le donazioni
Centocinquanta donazioni di sangue al giorno. È questo il fabbisogno necessario per garantire il regolare funzionamento dell’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande presidio ospedaliero del Mezzogiorno. Un numero che racconta da solo quanto sia fondamentale il contributo dei donatori per sostenere le attività assistenziali quotidiane, dall’emergenza-urgenza agli interventi chirurgici programmati. Per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza della donazione, il Cardarelli ha lanciato la campagna “Napoli si dona – senza sangue non si cura”, un appello rivolto all’intera comunità affinché diventi protagonista di un gesto semplice ma decisivo per la salute pubblica.
I numeri dell’ospedale rendono evidente la necessità di una disponibilità costante di sangue: ogni anno vengono effettuati circa 30mila interventi chirurgici e accolti oltre 70mila pazienti al Pronto Soccorso. Attività che, in molti casi, dipendono direttamente dalla presenza di scorte adeguate di sangue ed emoderivati. L’iniziativa ha raccolto l’adesione di numerosi volti noti del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura, che hanno prestato la propria immagine per promuovere il messaggio della campagna attraverso appelli e testimonianze.
In occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, l’ospedale ha voluto ringraziare tutti coloro che, con il proprio gesto, contribuiscono ogni giorno a salvare vite umane. Il messaggio lanciato dal Cardarelli è chiaro: donare sangue è un atto sicuro, rapido e indolore che può fare la differenza tra la vita e la morte. «Senza sangue non si cura» è lo slogan scelto per ricordare che dietro ogni sacca donata ci sono pazienti che affrontano interventi chirurgici, emergenze, terapie oncologiche e cure salvavita. Una singola donazione, infatti, può aiutare fino a tre persone diverse.
L’obiettivo della campagna è trasformare la donazione in un’abitudine diffusa e consolidata, facendo comprendere che il sangue non può essere prodotto artificialmente e che la sua disponibilità dipende esclusivamente dalla generosità dei cittadini. Un piccolo gesto che, ogni giorno, permette al sistema sanitario di continuare a funzionare e a salvare vite.

