Librandi, Forza Italia: «Siamo il cuore del centrodestra»
ELEZIONI
14 giugno 2026
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Librandi, Forza Italia: «Siamo il cuore del centrodestra»

L'analisi sui ballottaggi del vice segretario regionale di Forza Italia
Metropolis

Gianfranco Librandi è vice segretario regionale di Forza Italia. Onorevole, i ballottaggi hanno visto un’ottima performance di Forza Italia. Su quali temi e con quali apparentamenti si può spostare l’ago della bilancia per strappare la vittoria agli avversari?

«I ballottaggi hanno confermato una verità molto semplice: il centrodestra vince quando è unito, quando sceglie per tempo e quando riesce a parlare a quella vasta area moderata che rappresenta il cuore produttivo del Paese. Gli elettori premiano chi offre soluzioni concrete e non chi alimenta divisioni o polemiche. Forza Italia ha una funzione decisiva perché è il partito che più di ogni altro riesce a costruire ponti tra il centrodestra e il mondo delle imprese, delle professioni, del lavoro, dell’associazionismo e delle realtà civiche. È lì che si gioca spesso la partita decisiva. Non esistono vittorie costruite nei palazzi. Esistono vittorie costruite nei territori, ascoltando i cittadini e dando risposte ai loro problemi. Da imprenditore ho imparato che la fiducia non si conquista con gli slogan ma con i risultati. È lo stesso principio che vale in politica. L’ago della bilancia si sposta parlando di lavoro, di sicurezza, di sanità efficiente, di infrastrutture moderne, di sostegno alle famiglie e di sviluppo economico. Si sposta quando si crea occupazione e si sostengono coloro che producono ricchezza».

Avete piazzato una bandierina sia a Pompei che a Sorrento. 

«Le vittorie di Pompei e Sorrento hanno certamente un grande valore simbolico, ma non vanno dimenticate quelle di Terzigno e Ottaviano, che confermano il radicamento del centrodestra nell’area vesuviana e dimostrano che quando si costruisce una proposta credibile e condivisa gli elettori rispondono. È questa la strada indicata da Antonio Tajani e da Fulvio Martusciello: costruire una coalizione sempre più ampia, capace di rappresentare la maggioranza degli italiani e di offrire una prospettiva di governo credibile e stabile».Le vittorie del centrodestra a Pompei e Sorrento non sono solo successi locali, ma portano con sé un forte valore simbolico legato al turismo, alla cultura e alla gestione del territorio.

In che modo il modello amministrativo espresso in queste due realtà può diventare un punto di riferimento per l’intera regione Campania e per l’azione politica di Forza Italia?«Quando parliamo di Pompei, Sorrento, Terzigno e Ottaviano parliamo di realtà diverse tra loro ma accomunate da un elemento: gli elettori hanno premiato candidature credibili, radicate e capaci di interpretare i bisogni del territorio. È una lezione politica che vale per tutta la Campania. Pompei e Sorrento rappresentano due eccellenze che parlano al mondo. Non stiamo parlando semplicemente di due amministrazioni comunali. Stiamo parlando di due territori che rappresentano la cultura, la bellezza, l’accoglienza e il potenziale economico della nostra regione. Le vittorie del centrodestra in queste città dimostrano che esiste una domanda crescente di amministrazioni capaci di coniugare sviluppo e qualità della vita. La vera sfida non è soltanto attrarre turisti. La vera sfida è trasformare il turismo in sviluppo diffuso, in occupazione stabile, in nuove imprese, in opportunità per i giovani e in crescita per le comunità locali.La Campania possiede un patrimonio unico al mondo: il mare, i siti archeologici, le aree interne, l’agroalimentare, la manifattura e il patrimonio paesaggistico. Quello che spesso è mancato è una visione capace di mettere a sistema queste eccellenze. Forza Italia propone una regione che attragga investimenti, che riduca la burocrazia, che valorizzi la collaborazione tra pubblico e privato e che consideri l’impresa non come un problema ma come una risorsa. Pompei e Sorrento dimostrano che quando si governa con pragmatismo e competenza il territorio cresce. Questo può diventare il modello per l’intera Campania».

In vista delle prossime elezioni Politiche, la sfida principale del centrodestra sembra essere quella di trovare una sintesi forte e credibile tra le diverse anime della coalizione. Come intende muoversi Forza Italia, nel suo ruolo di forza moderata ed europeista, per blindare l’alleanza e arginare l’astensionismo, garantendo al contempo la centralità dei territori meridionali?«Forza Italia è il naturale elemento di equilibrio della coalizione. La nostra storia, la nostra appartenenza al Partito Popolare Europeo e il nostro radicamento nei territori ci consentono di svolgere un ruolo fondamentale nel rafforzare l’unità del centrodestra. La sintesi si costruisce partendo dai contenuti. Gli italiani chiedono stabilità, chiedono una sanità più efficiente, salari più alti, maggiore sicurezza, meno tasse sul lavoro e più opportunità per i giovani. Vogliono sapere come affrontiamo le grandi sfide economiche e sociali del nostro tempo. L’astensionismo si combatte tornando ad ascoltare i cittadini. La politica deve uscire dai palazzi e tornare nei quartieri, nelle imprese, nelle scuole, nelle associazioni. Bisogna ricostruire un rapporto di fiducia con le persone. Per quanto riguarda il Mezzogiorno, dobbiamo superare definitivamente la cultura dell’assistenza. Il Sud deve diventare il grande motore della crescita italiana. Penso ai porti, alla logistica, all’energia, al turismo, alla manifattura avanzata e all’innovazione tecnologica.Allo stesso tempo dobbiamo avere il coraggio di portare in Europa la battaglia della competitività. Non possiamo accettare un continente che produce sempre più regole e sempre meno crescita. Dobbiamo difendere l’ambiente senza penalizzare l’industria, sostenere la transizione energetica senza mettere in difficoltà le imprese e rafforzare il lavoro senza scoraggiare chi investe. La crescita del Mezzogiorno e la competitività dell’Europa sono due facce della stessa sfida. È questa la visione che Forza Italia porta avanti con convinzione».

Parliamo di società: il panorama delle dipendenze sta cambiando rapidamente con la diffusione di nuove sostanze sintetiche, spesso low cost e devastanti per i più giovani, che stanno creando una vera emergenza sociale e di sicurezza nei contesti urbani. Oltre all’azione di contrasto e repressione, quali risposte concrete e quali politiche di prevenzione e supporto alle famiglie ritiene prioritarie nell’agenda di Forza Italia?

«Siamo di fronte a una delle emergenze più drammatiche e sottovalutate degli ultimi anni. Le nuove droghe sintetiche stanno raggiungendo ragazzi sempre più giovani e producono effetti devastanti sulla salute, sulle famiglie e sulla sicurezza delle nostre comunità. Lo Stato deve continuare a contrastare con la massima fermezza le organizzazioni criminali che alimentano questo mercato. Ma sarebbe illusorio pensare che la repressione da sola possa risolvere il problema. La vera sfida è educativa, culturale e sociale. Dobbiamo investire nella scuola, nello sport, nelle associazioni, nei luoghi di aggregazione e nei servizi territoriali. Dobbiamo aiutare le famiglie a riconoscere i segnali di disagio e garantire strumenti di sostegno psicologico e sociale adeguati. Da imprenditore sono convinto che una delle più grandi politiche di prevenzione sia il lavoro. Un giovane che studia, che si forma e che vede una prospettiva concreta di crescita professionale è meno esposto ai rischi della marginalità e delle dipendenze.Per questo la risposta deve essere complessiva. Legalità, educazione, sport, cultura, sostegno alle famiglie, formazione e occupazione devono diventare parti di una stessa strategia. Non basta togliere un ragazzo dalla strada. Dobbiamo offrirgli una prospettiva, una speranza e un futuro. È questa la sfida che la politica ha il dovere di vincere».