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Incidenti stradali mai avvenuti, denunce presentate ad una compagnia assicurativa e richieste di risarcimento per migliaia di euro. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato la Procura della Repubblica di Milano a chiudere un’inchiesta che vede coinvolte 14 persone residenti tra Castellammare di Stabia, Gragnano, Piano di Sorrento e l’area nord della provincia di Napoli. Nei giorni scorsi gli indagati hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. L’accusa contestata dai magistrati milanesi è quella di truffa aggravata in concorso.
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L’indagine è nata dalla denuncia presentata da una delle più importanti compagnie assicurative italiane, con sede nel capoluogo lombardo, che avrebbe segnalato una serie di anomalie relative a richieste di risarcimento presentate per sinistri stradali avvenuti, almeno sulla carta, nella provincia di Napoli. Da lì sono partiti gli approfondimenti investigativi che hanno portato gli inquirenti a mettere sotto la lente di ingrandimento otto distinti episodi tra tamponamenti, scontri tra autovetture e incidenti che avrebbero coinvolto anche scooter.
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Secondo la ricostruzione della procura, i sinistri denunciati non si sarebbero mai verificati. Gli indagati avrebbero simulato gli incidenti per ottenere indebitamente i risarcimenti assicurativi. Un sistema che, stando alle accuse, si sarebbe basato sulla presentazione di documentazione ritenuta falsa e sulla successiva richiesta di liquidazione dei danni alle compagnie assicurative. Nel fascicolo risultano iscritti F.P., 42 anni, M.C., 27 anni, C.M., 40 anni, P.G., 26 anni, P.A., 81 anni, P.P., 54 anni, B.M., 62 anni, C.G., 40 anni, G.F., 61 anni, M.T., 30 anni, A.R., 57 anni, A.G., 64 anni, A.V., 32 anni e V.S., 49 anni. Gli episodi contestati sarebbero otto e riguarderebbero sinistri denunciati come avvenuti in diversi comuni della provincia di Napoli. Alcuni di questi si sarebbero verificati tra le strade di Castellammare e Gragnno.
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In alcuni casi si tratterebbe di presunti tamponamenti tra veicoli, in altri di collisioni tra auto e motocicli. Tutte vicende che avrebbero poi dato origine a pratiche di risarcimento presentate alla compagnia assicurativa. Proprio l’analisi della documentazione e delle richieste avanzate avrebbe fatto emergere, secondo gli investigatori, una serie di incongruenze tali da indurre la società a presentare un esposto alla magistratura. Per la Procura di Milano gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro, partecipando a vario titolo alla predisposizione delle pratiche assicurative e alla ricostruzione di incidenti che, secondo l’accusa, sarebbero stati completamente inventati.
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Le richieste di risarcimento sarebbero state inoltrate attraverso diversi avvocati civilisti, ignari, per la procura, della truffa. Un passaggio che gli investigatori hanno analizzato nel corso degli accertamenti per ricostruire l’intera filiera delle domande risarcitorie finite sotto osservazione.Gli indagati, assistiti dai legali Mariano Morelli, Renato D’Antuono, Antonio de Martino, Pasquale Di Marzo, Giuseppe Gallo, Umberto Gennaro, Andrea Taglioni, Marcello Marfella, Alba Lopez, Carmen Di Napoli, avranno venti giorni di tempo per depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati dai magistrati titolari del fascicolo. Successivamente la Procura di Milano deciderà se avanzare richiesta di rinvio a giudizio oppure adottare determinazioni differenti per le singole posizioni.