Gli scarichi dell’azienda finivano in un terreno del bacino del Sarno, sequestro a Poggiomarino
IMPRESE NEL MIRINO
17 giugno 2026
IMPRESE NEL MIRINO

Gli scarichi dell’azienda finivano in un terreno del bacino del Sarno, sequestro a Poggiomarino

Nel mirino della procura finisce la Ice Fresh, destinataria di un provvedimento di sequestro preventivo
Andrea Ripa

Fanghi di lavorazione accumulati senza le prescritte procedure di smaltimento e reflui industriali che, secondo quanto accertato dagli investigatori, finivano direttamente sul terreno attraverso un sistema di tubazioni. È il quadro emerso durante un controllo ambientale che ha portato al sequestro preventivo della “Ice Fresh”, azienda di lavorazioni ortofrutticole con sede a Poggiomarino.

L’operazione è stata eseguita dai carabinieri forestali del nucleo di Roccarainola nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per individuare e rimuovere le cause dell’inquinamento del fiume Sarno, da anni al centro di una vasta attività investigativa. I militari sono intervenuti in via Siscara, dove sorge l’impianto produttivo. Durante l’ispezione hanno riscontrato la presenza di rifiuti costituiti da fanghi derivanti dalle operazioni di lavaggio dell’ortofrutta e da scarti vegetali. Secondo quanto contestato, il deposito dei rifiuti non rispettava le prescrizioni previste dalla normativa ambientale e l’azienda non avrebbe fornito documentazione idonea a dimostrare il corretto smaltimento del materiale prodotto.

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L’accertamento più grave ha riguardato però la gestione delle acque reflue. Stando alla ricostruzione degli investigatori, i reflui industriali venivano raccolti in una vasca e successivamente convogliati, tramite tubazioni, direttamente sul suolo all’interno dell’area ricadente nel bacino idrografico del Sarno. Alla richiesta di esibire eventuali autorizzazioni allo scarico, i responsabili dell’attività non avrebbero fornito alcuna documentazione.

Per questo motivo sono stati contestati i reati di deposito incontrollato di rifiuti e scarico al suolo di reflui industriali. I carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro d’urgenza della vasca, del piazzale industriale, delle attrezzature utilizzate per la lavorazione e dei rifiuti rinvenuti durante il controllo. Secondo gli inquirenti il provvedimento si è reso necessario per impedire la prosecuzione delle condotte contestate e scongiurare un ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali. Il sequestro dovrà ora essere sottoposto alla convalida del giudice per le indagini preliminari.

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L’intervento si inserisce nel più ampio piano di controlli avviato dalla Procura di Torre Annunziata lungo l’intero bacino del Sarno e nelle aree costiere della penisola sorrentina. Un’attività che vede impegnati, insieme ai carabinieri forestali, anche il Nucleo operativo ecologico, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, l’Arpac e le altre forze di polizia, con l’obiettivo di colpire ogni possibile fonte di inquinamento del fiume e del mare. Quello di Poggiomarino è soltanto l’ultimo di una serie di sequestri che testimoniano come la battaglia contro gli scarichi illeciti e le violazioni ambientali nel bacino del Sarno resti una delle priorità investigative del territorio.