Torre Annunziata: sei anni di carcere a D’Acunzo per la sparatoria al Lido Azzurro
La Corte d’Appello di Napoli ha ridotto a sei anni la condanna per Salvatore D’Acunzo. Il procedimento riguarda la sparatoria avvenuta al Lido Azzurro il 19 luglio 2024.La decisione si discosta in modo significativo dalla richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’accusa aveva chiesto una condanna a 18 anni di reclusione per fatti ritenuti di estrema gravità.
Le accuse contestate a D’Acunzo
D’Acunzo è considerato dagli investigatori vicino agli ambienti del clan Gallo-Cavalieri. Inoltre è legato alla famiglia di Raffaele Gallo, noto come “Mezzapallina”.L’imputato era chiamato a rispondere di tentato omicidio aggravato, tentata strage e reati in materia di armi. Le contestazioni erano aggravate dal metodo mafioso. L’episodio risale a una giornata estiva del luglio 2024. Secondo la ricostruzione dell’accusa, tutto sarebbe nato da una banale provocazione. Da quell’episodio sarebbe poi scaturita una violenta spedizione armata. Due giovani, armati rispettivamente di pistola e fucile, avrebbero fatto ingresso nello stabilimento balneare. I due avrebbero preso di mira un uomo che riuscì però a sfuggire ai colpi esplosi durante l’agguato.
La sparatoria al Lido Azzurro
La sparatoria avvenne in un contesto particolarmente delicato. Il lido era infatti affollato da centinaia di persone.Circa seicento bagnanti si trovavano all’interno della struttura quando vennero esplosi i colpi. Questa circostanza contribuì ad accrescere il clamore e la preoccupazione suscitati dall’accaduto. Nel procedimento è comparso anche il secondo protagonista della vicenda. All’epoca dei fatti era ancora minorenne. Il ragazzo, sedicenne e ritenuto dagli investigatori vicino a una famiglia di rilievo del clan Gionta, è stato già condannato in via definitiva a cinque anni di reclusione. La difesa di D’Acunzo era rappresentata dall’avvocato Antonio Iorio del Foro di Torre Annunziata.
Il legale ha ottenuto il riconoscimento delle attenuanti generiche. Tale circostanza ha consentito ai giudici di ridurre in maniera significativa il trattamento sanzionatorio. Nonostante il ridimensionamento della pena, la sparatoria del Lido Azzurro resta uno degli episodi criminali che maggiormente hanno segnato la cronaca oplontina degli ultimi anni. Il fatto destò particolare impressione per il luogo scelto per l’agguato. Pesò anche il pericolo corso dalle numerose persone presenti nello stabilimento durante una delle giornate più affollate della stagione balneare.

